Confindustria lancia l’allarme: “Con la guerra rischio recessione nel 2026”

Tagliate le stime di crescita: tre scenari, dal +0,5% alla recessione. “Servono misure immediate in Italia e in Europa”

A cura di Glauco Valentini Redazione
25 marzo 2026 11:17
Confindustria lancia l’allarme: “Con la guerra rischio recessione nel 2026” -
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Con le nuove previsioni di primavera, il Centro Studi di Confindustria rivede al ribasso le stime di crescita del Pil italiano per il 2026, alla luce dell’impatto del conflitto in Iran. Gli economisti di viale dell’Astronomia delineano tre possibili scenari, tutti peggiorativi rispetto alla stima autunnale, che indicava una crescita del +0,7%.

Nel caso peggiore, quello di una guerra che si protragga per tutto l’anno, il Pil 2026 scivolerebbe in recessione, attestandosi a –0,7%. Se il conflitto dovesse invece durare quattro mesi, fino a giugno, l’economia italiana entrerebbe in una fase di stagnazione, con una crescita pari a zero. Solo un’interruzione delle ostilità entro marzo consentirebbe un recupero limitato, con un Pil stimato a +0,5%.

Confindustria sottolinea che le tre simulazioni “non contemplano un’auspicabile azione sia a livello europeo che italiano per affrontare una situazione grave”. Per questo, l’associazione degli industriali sollecita un intervento immediato: “Si impone la preparazione di misure italiane ed europee in grado di sostenere l’economia di imprese e famiglie”.

Il direttore del Centro Studi, Alessandro Orsini, insiste sulla necessità di una risposta rapida e coordinata: “Servono misure incisive e forti per le imprese. L’Europa deve fare presto: occorrono Eurobond e un vero mercato unico dell’energia”.

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