Colpito a distanza ravvicinata, 14enne palestinese muore dissanguato: “Soccorsi impediti per 45 minuti”

Secondo testimonianze e video diffusi da Haaretz, il ragazzo sarebbe rimasto ferito e senza soccorsi

A cura di Glauco Valentini Redazione
27 febbraio 2026 18:10
Colpito a distanza ravvicinata, 14enne palestinese muore dissanguato: “Soccorsi impediti per 45 minuti” - Immagine generata con IA
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Si chiamava Jad Jadallah, aveva 14 anni, ed è morto il 16 novembre nel campo profughi di al-Far'a, in Cisgiordania, durante un’operazione dell’Israel Defense Forces (IDF). Secondo ricostruzioni riportate dal quotidiano israeliano Haaretz, il giovane sarebbe stato colpito a distanza ravvicinata e lasciato a terra gravemente ferito.

Video pubblicati dal giornale mostrerebbero un gruppo di soldati intorno al ragazzo per diversi minuti dopo il ferimento. Testimoni locali e personale sanitario affermano che due ambulanze palestinesi sarebbero state bloccate e non avrebbero potuto raggiungerlo per prestare assistenza. Jad sarebbe morto dissanguato dopo circa 45 minuti.

Intervistato dalla BBC, il paramedico Hassan Fouqha ha dichiarato che la sua squadra sarebbe stata fermata sotto la minaccia delle armi a breve distanza dal luogo in cui il ragazzo era ferito. Anche un secondo mezzo di soccorso, giunto da un’altra direzione, non avrebbe potuto intervenire.

A oltre tre mesi dall’accaduto, secondo quanto riportato da Haaretz, il corpo del giovane non sarebbe stato ancora restituito alla famiglia. I genitori hanno respinto le accuse secondo cui il figlio rappresentasse una minaccia armata.

L’episodio si inserisce nel contesto delle crescenti tensioni in Cisgiordania. Secondo dati delle Nazioni Unite, decine di minori palestinesi sono stati uccisi nell’area dall’inizio del conflitto riesploso dopo il 7 ottobre 2023.

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