Cinturrino si scusa e ammette l’omicidio: “Ho perso la testa”. La compagna lo scarica
Il poliziotto davanti al Gip riconosce le proprie responsabilità, mentre un collega lo accusa di estorsioni e violenze
L’agente di polizia Salvatore Cinturrino, fermato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, ha ammesso le proprie responsabilità poco prima dell’udienza di convalida. Attraverso il suo legale, ha diffuso un messaggio di scuse rivolto ai colleghi: “Ho sbagliato, chiedo scusa a tutti quelli che indossano la divisa”.
Secondo quanto riferito in procura, Cinturrino avrebbe riconosciuto di aver colpito Mansouri in modo fatale, sostenendo però di aver perso il controllo: “Quando ho visto che stava morendo ho perso la testa”. L’agente ha invece negato con decisione di aver riscosso denaro dai pusher della zona.
Una versione che non convince gli inquirenti. Un collega, ascoltato dai magistrati, lo ha infatti smentito: “Chiedeva soldi e droga, e si accaniva con un martello durante i pestaggi”, ha dichiarato il teste, aggiungendo dettagli che aggravano ulteriormente il quadro accusatorio.
Anche la compagna di Cinturrino, Valeria, ha preso le distanze: “Se ha sbagliato pagherà”, ha dichiarato, segnando un ulteriore isolamento dell’agente.
Sul fronte politico, dopo quasi venti giorni dall’approvazione in Consiglio dei ministri, è arrivata la bollinatura del decreto sicurezza. Il provvedimento contiene, tra le varie misure, anche la norma che introduce uno “scudo” per gli agenti in caso di legittima difesa, tema che torna inevitabilmente al centro del dibattito alla luce del caso Cinturrino.