Caso David Rossi, la Commissione: “Morì in un’intimidazione finita male”
Per i commissari l’ex capo della comunicazione di Mps sarebbe stato vittima di un atto dimostrativo degenerato. Mussari indicato come mandante, Ceccherelli come regista degli esecutori. Entrambi negano
Doveva essere solo una “lezione”, un avvertimento, ma si sarebbe trasformata in tragedia. È la ricostruzione a cui è arrivata la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex responsabile della comunicazione di Mps. Secondo i commissari, Rossi sarebbe morto nel corso di un’azione intimidatoria pensata come puramente dimostrativo, che sarebbe poi sfociata in omicidio.
Il mandante, per la Commissione, sarebbe l’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari. A scegliere gli esecutori materiali della “lezione” sarebbe stato invece Gabriele Ceccherelli, ‘calciante’ fiorentino, indicato come il tramite tra chi commissionava l’azione e chi la eseguì.
Entrambi respingono ogni addebito. “Non ho nulla a che fare con questa vicenda”, si è difeso Ceccherelli. Ieri anche Mussari aveva preso le distanze, dicendosi estraneo ai fatti.
Le conclusioni della Commissione, che ha un ruolo politico e non giudiziario, non hanno valore di accertamento di responsabilità. Gli atti verranno ora trasmessi alla Procura, che dovrà valutare se e come procedere.