Caso Bartolozzi, l’opposizione chiede le dimissioni. Il governo prende le distanze ma la difende

La capo di Gabinetto della Giustizia nella bufera per le frasi sui magistrati. M5s, Avs, Pd e Iv chiedono che Nordio riferisca in Aula. Mantovano parla di “espressione infelice”, il Guardasigilli respinge l’ipotesi di dimissioni

A cura di Glauco Valentini Redazione
10 marzo 2026 15:43
Caso Bartolozzi, l’opposizione chiede le dimissioni. Il governo prende le distanze ma la difende - Giusi Bartolozzi nel frame del video su Telecolor
Giusi Bartolozzi nel frame del video su Telecolor
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Lo scontro politico sul caso Bartolozzi si accende alla Camera. L’opposizione ha chiesto le dimissioni della capo di Gabinetto del ministero della Giustizia dopo le dichiarazioni rilasciate in una trasmissione televisiva, in cui invitava a votare Sì al referendum e definiva i magistrati un “plotone d’esecuzione”, auspicando di “toglierli di mezzo”. Parole che hanno immediatamente sollevato un’ondata di critiche e richieste di chiarimento.

M5s, Avs, Pd e Italia Viva, in apertura della seduta di Montecitorio, hanno chiesto che il ministro della Giustizia Carlo Nordio riferisca in Aula. La vicenda ha creato evidente imbarazzo all’interno della maggioranza, costretta a intervenire per contenere le polemiche.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha definito quella di Bartolozzi “una frase infelice”, sottolineando però che “la cosa importante ora è esaminare il merito della riforma, che è l’oggetto del referendum”. Una linea di prudenza che non arriva però a mettere in discussione il ruolo della dirigente.

Più netto il ministro Nordio, che ha escluso l’ipotesi di dimissioni: “La dottoressa Bartolozzi ha chiarito il suo punto di vista, che non si riferiva a tutta la magistratura, ma solo a una parte minoritaria che ritiene politicizzata”. Una difesa che mira a chiudere il caso senza ulteriori scossoni interni.

Dal governo, intanto, filtra che non ci saranno scuse pubbliche. “La questione sarà gestita internamente”, fanno sapere fonti dell’esecutivo, mentre l’opposizione insiste nel chiedere un confronto parlamentare e un segnale politico più forte.

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