Caso Almasri, la Consulta cancella il "silenzio-veto": le richieste dell'Aja vanno subito alla Procura
Dopo il caso del comandante libico Almasri, la Corte Costituzionale impone al Governo di trasmettere subito le richieste di estradizione internazionale o motivarne pubblicamente il rifiuto
Con la sentenza n. 143 del 23 luglio 2026, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionali gli articoli 2 e 4 della Legge 237/2012, che regolavano i rapporti tra Italia e Corte Penale Internazionale dell'Aja. Da oggi il Ministero della Giustizia non potrà più lasciare inevase le richieste di arresto o consegna di presunti criminali di guerra: dovrà trasmetterle subito alla magistratura o negarle con un atto pubblico e motivato.
La decisione nasce dal caso del comandante libico Osama Njeem Almasri, arrestato in Italia nel gennaio 2025 sulla base di un mandato dell'Aja per crimini di guerra e contro l'umanità, e poi rimpatriato senza che il mandato fosse mai inoltrato alla magistratura. La vicenda aveva provocato uno scontro istituzionale, con un'ipotesi di reato a carico del Governo poi archiviata dal Parlamento.
Sollecitata dalla Corte d'Appello di Roma, la Consulta ha stabilito che la vecchia norma lasciava al Governo un potere di blocco privo di limiti temporali, in contrasto con gli articoli 11 e 117 della Costituzione. Resta comunque salva la possibilità di un rifiuto, ma solo se motivato e reso pubblico.