Si sparò con la pistola del padre, la Procura indaga quattro ex compagni di classe
Riaperta l'inchiesta per atti persecutori e istigazione al suicidio dopo la richiesta della famiglia: nel registro degli indagati due diciottenni, una diciassettenne e un diciannovenne
Sono quattro i giovani ora iscritti nel registro degli indagati per la morte di Leonardo Calcina, il quindicenne che lo scorso anno si è tolto la vita sparandosi con la pistola d'ordinanza del padre. Si tratta di ex compagni di classe del ragazzo, tutti più grandi di lui: un diciottenne nato a Fano, una diciottenne nata a Senigallia, una diciassettenne nata in Romania e un diciannovenne di origini straniere nato in Veneto. Le accuse contestate sono atti persecutori e istigazione al suicidio.
I genitori di Leonardo avevano fatto i loro nomi fin dai primi giorni successivi alla tragedia, denunciando un clima di derisione e umiliazioni che il figlio avrebbe subito sin dal primo giorno di scuola. Una prima archiviazione era stata impugnata per un vizio di notifica, non essendo stata comunicata alla famiglia. Riaperta l'inchiesta, i quattro nomi indicati dai genitori sono ora formalmente sotto indagine.
A darne notizia è stata l'avvocata Pia Perricci, legale della famiglia, che ha parlato di un passaggio «di grande rilievo», pur precisando che l'iscrizione nel registro degli indagati non equivale a un giudizio di colpevolezza. «Per mesi abbiamo chiesto che venisse ascoltata la voce di Leonardo – hanno dichiarato i genitori tramite il loro legale –. Oggi la giustizia compie un passo importante. Continueremo a batterci affinché venga ricostruita integralmente la verità».
Ora spetterà agli inquirenti stabilire se e quanto le condotte contestate abbiano inciso sulla tragica decisione del ragazzo.