Case, prezzi in accelerazione in Italia: +5,2% su base annua nel primo trimestre

Secondo l’Istat cresce l’indice delle abitazioni, trainato soprattutto dal forte rialzo delle case nuove

A cura di Redazione Redazione
19 giugno 2026 15:13
Case, prezzi in accelerazione in Italia: +5,2% su base annua nel primo trimestre -
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Nel primo trimestre dell’anno i prezzi delle abitazioni in Italia registrano un’accelerazione significativa. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB), che misura l’andamento dei valori degli immobili acquistati dalle famiglie sia per uso abitativo sia come investimento, segna un aumento dell’1,0% rispetto al trimestre precedente e del 5,2% su base annua.

Il dato rappresenta un rafforzamento della dinamica già osservata nel trimestre precedente, quando la crescita tendenziale si era attestata al +4,0%. L’Istat sottolinea come il principale fattore alla base dell’accelerazione sia il forte incremento dei prezzi delle abitazioni nuove.

Le case di nuova costruzione mostrano infatti una netta inversione di tendenza: il tasso di variazione su base annua risale al +6,7%, recuperando rispetto al -1,1% registrato nel trimestre precedente. Un segnale che indica un rafforzamento della domanda o una maggiore pressione sui costi nel segmento del nuovo.

Più moderato invece l’andamento del mercato delle abitazioni già esistenti, che continua a crescere ma con un ritmo leggermente più contenuto. In questo segmento i prezzi segnano un +4,8% su base annua, in lieve rallentamento rispetto al +5,0% del trimestre precedente.

Il quadro complessivo evidenzia dunque un mercato immobiliare ancora in crescita, ma con una dinamica sempre più guidata dal comparto delle nuove costruzioni, mentre il mercato dell’usato mostra segnali di stabilizzazione dopo mesi di aumenti più sostenuti.

L’andamento dei prezzi delle case si inserisce in un contesto economico più ampio caratterizzato da inflazione in rallentamento e politiche monetarie ancora prudenti, fattori che continuano a influenzare sia la domanda delle famiglie sia le condizioni di accesso al credito.

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