Carceri, De Lucia rilancia l'allarme mafia: "Boss con il telefono poche ore dopo l'arresto"

Il procuratore di Palermo torna in pressing dopo lo scontro con Nordio. Il ministro riceve intanto Alemanno: sul tavolo sovraffollamento e calcolo degli spazi nelle celle

A cura di Glauco Valentini Redazione
28 luglio 2026 15:57
Carceri, De Lucia rilancia l'allarme mafia: "Boss con il telefono poche ore dopo l'arresto" - Maurizio de Lucia
Maurizio de Lucia
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Il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia è tornato a puntare i riflettori sul controllo criminale degli istituti penitenziari, pochi giorni dopo il duro scontro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. "Poche ore dopo essere entrati in carcere i mafiosi vengono muniti di apparecchi telefonici", ha dichiarato, sottolineando come il fenomeno non riguardi singoli casi isolati ma l'intero sistema penitenziario nazionale. Le sue parole arrivano dopo la polemica scoppiata la scorsa settimana, quando Nordio aveva definito "di gravità inaudita" le accuse del magistrato, ritenendole lesive nei confronti della Polizia penitenziaria.

Sul fronte carceri si muove anche il Guardasigilli, che ha incontrato Gianni Alemanno, da poco tornato in libertà dopo aver scontato la pena e ora protagonista di una campagna per migliorare le condizioni di vita dei detenuti. Nel corso del colloquio sono stati affrontati diversi temi: i benefici legati alle attività trattamentali, il persistente problema del sovraffollamento e la richiesta, avanzata dallo stesso Alemanno, di rivedere il sistema di calcolo degli spazi disponibili nelle celle — questione che il ministero ha assicurato di avere già preso in esame.

Due fronti diversi, un'unica emergenza: quella di un sistema penitenziario sotto pressione, tra criticità di sicurezza e condizioni di detenzione ancora al centro del dibattito politico.

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