Caracas annuncia amnistia generale per i prigionieri politici
La presidente ad interim Delcy Rodríguez presenta una legge di amnistia da sottoporre al Parlamento e promette la trasformazione di El Helicoide; il cardinale Porras riottiene il passaporto
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato una proposta di legge di amnistia generale per i prigionieri politici incarcerati nel Paese, un passo definito dal governo come fondamentale per promuovere la riconciliazione e la convivenza nazionale. La misura sarà presentata all’Assemblea Nazionale (Parlamento venezuelano) per l'approvazione formale.
Durante un evento ufficiale alla Corte Suprema di Giustizia, Rodríguez ha dichiarato: “Annuncio una legge di amnistia generale e ordino che questa legge venga presentata all’Assemblea Nazionale per promuovere la convivenza in Venezuela”, aggiungendo un appello a evitare ogni forma di “violenza o vendetta” per consentire una pacifica coesistenza nella società. La decisione, ha sottolineato, è stata discussa con Nicolás Maduro.
I contenuti e gli obiettivi della legge
La proposta di legge di amnistia potrebbe beneficiare centinaia di prigionieri politici ancora detenuti nelle carceri venezuelane, coprendo casi risalenti anche a periodi precedenti, fino agli anni di governo di Hugo Chávez e di Maduro. Secondo rapporti ufficiali, il regime sostiene che più di 600 detenuti siano già stati liberati da inizio 2026; organizzazioni per i diritti umani calcolano invece circa 302.
Si prevede che la legge escluda dalla misura amnestica i casi di omicidio, traffico di droga e altri reati comuni, concentrandosi sui casi a sfondo politico e sulle detenzioni ritenute ingiustificate.
Chiudere El Helicoide: simbolo di repressione
Nel medesimo intervento, Rodríguez ha confermato la chiusura del centro di detenzione noto come El Helicoide, struttura a Caracas da tempo criticata per le condizioni di detenzione e le presunte violazioni dei diritti umani. L’ex carcere sarà trasformato in uno spazio comunitario dedicato ad attività sportive, culturali e sociali, secondo il piano governativo per la “riconciliazione e ricostruzione istituzionale”.
Il cardinale Porras riottiene il passaporto
In un altro sviluppo legato al clima politico nazionale, il cardinale Baltazar Porras ha annunciato di aver riottenuto il suo passaporto venezuelano, dopo che il documento gli era stato revocato lo scorso anno dalle autorità. La revoca, condannata da organizzazioni per i diritti umani come arbitraria e discriminatoria, gli aveva impedito di lasciare il Paese nel dicembre 2025. Porras ha comunicato la restituzione del passaporto attraverso i suoi canali social, dichiarando: “Come cittadino venezuelano, ho di nuovo il mio passaporto”.
La restituzione del documento è stata accolta come un segnale di possibile apertura da parte delle autorità, dopo mesi di tensioni politiche e istituzionali.