Capsula Orion ammarata, missione compiuta per Artemis II
Trump esulta: “Ci vediamo alla Casa Bianca, prossimo passo è Marte”
Si è conclusa con successo la missione Artemis II, segnando un nuovo capitolo nella storia dell’esplorazione spaziale. La capsula Orion è ammarata nell’oceano Pacifico, al largo delle coste della California, a sud-ovest di San Diego, riportando a Terra l’equipaggio dopo il viaggio intorno alla Luna.
A bordo della missione, la prima con astronauti diretta verso l’orbita lunare dopo oltre mezzo secolo, c’erano Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen. Un’impresa che arriva a 56 anni dallo storico volo dell’Apollo 8, riaffermando l’ambizione degli Stati Uniti di tornare protagonisti nello spazio profondo.
Il rientro è avvenuto senza criticità: i paracadute si sono aperti regolarmente, rallentando la discesa della capsula fino all’impatto controllato con l’acqua. Una volta ammarati, però, si è verificato un piccolo fuori programma nelle operazioni di recupero. Gli astronauti non sono stati immediatamente trasferiti sulla nave principale, ma sono stati assistiti dai gommoni di supporto, incaricati inizialmente di accompagnare la capsula fino al punto di recupero.
Nonostante l’imprevisto, l’intera operazione si è svolta in sicurezza, confermando la solidità del programma Artemis e delle sue procedure.
Entusiasmo anche sul fronte politico. L’ex presidente Donald Trump ha commentato il successo della missione dichiarando: “Ci vediamo alla Casa Bianca, il prossimo passo è Marte”, rilanciando così le ambizioni americane verso l’esplorazione del Pianeta Rosso.
La missione Artemis II rappresenta infatti un passaggio fondamentale verso i futuri sbarchi sulla Luna e, in prospettiva, verso le missioni umane su Marte, obiettivo dichiarato delle prossime decadi.