Avvelenate con la ricina, Sara Di Vita era un obiettivo: 'Aveva scoperto un segreto importante'
Il fascicolo resta contro ignoti, mentre da Berlino i risultati degli esami slittano a dicembre
Sara Di Vita potrebbe essere stata, insieme alla madre Antonella Di Ielsi, il bersaglio diretto di chi le ha avvelenate con la ricina. È l’ipotesi riferita dal programma di Canale 5 Dentro la Notizia, secondo cui gli inquirenti sarebbero convinti che la ragazza «era l’obiettivo insieme alla mamma». La procura continua a indagare tra le persone vicine alla famiglia, ma le due morti restano senza colpevoli e il fascicolo è ancora contro ignoti.
Il movente, stando alla trasmissione, sarebbe legato a «un segreto che Sara aveva scoperto». Dagli interrogatori sarebbe inoltre emerso che madre e figlia nutrivano antipatie verso le stesse persone, e su queste figure si concentrano ora gli accertamenti. Una pista che, al momento, non ha modificato l’iscrizione del fascicolo.
Intanto proseguono le analisi sui reperti e sugli alimenti prelevati nella casa di Pietracatella, affidate al Robert Koch Institute di Berlino. Gli esperti tedeschi hanno ottenuto una proroga di trenta giorni: i risultati non sono attesi prima di dicembre. Le eventuali ulteriori proroghe, ricordano le fonti, saranno sempre di trenta giorni, fino alla scadenza dei sei mesi dall’avvio delle operazioni.