"È schiattato", "che me ne frega": le frasi degli agenti dopo la morte di Fakir
Le parole sono state registrate dalla bodycam di uno dei poliziotti intervenuti al Pilastro il 19 luglio
«È schiattato». «Che me ne frega a me». Sono le frasi pronunciate dai due agenti intervenuti il 19 luglio nel quartiere Pilastro di Bologna, quando Abderrahim Fakir, 42 anni, morì durante un intervento di polizia. Lo scambio è stato registrato dalla bodycam indossata da uno dei poliziotti ed è riportato nella consulenza medico-legale disposta dalla Procura.
La relazione individua più fattori che avrebbero contribuito al decesso, avvenuto per insufficienza respiratoria acuta. Tra questi figurano l’intossicazione acuta da cocaina, una grave cardiopatia e la posizione prona mantenuta durante il contenimento a terra. L’agitazione psicomotoria e l’ipertermia legate all’assunzione della sostanza avrebbero contribuito ulteriormente al quadro.
Secondo i consulenti, le lesioni contusive riscontrate sul corpo non avrebbero avuto un ruolo determinante nella morte. Gli esperti hanno inoltre evidenziato criticità nella tempestività e nell’efficacia dell’intervento di soccorso.
La relazione è ora al vaglio dei magistrati bolognesi, chiamati a valutare il peso delle singole concause e le eventuali responsabilità. Il procedimento riguarda i due agenti e quattro operatori della Croce Rossa intervenuti per prestare soccorso. Le valutazioni medico-legali costituiscono un elemento dell’indagine e non equivalgono, da sole, a una decisione definitiva sulle responsabilità penali.