IL CASO DI BOLOGNA

"È schiattato", "che me ne frega": le frasi degli agenti dopo la morte di Fakir

Le parole sono state registrate dalla bodycam di uno dei poliziotti intervenuti al Pilastro il 19 luglio

A cura di Glauco Valentini Redazione
28 ottobre 2026 07:45
"È schiattato", "che me ne frega": le frasi degli agenti dopo la morte di Fakir - © Ansa
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«È schiattato». «Che me ne frega a me». Sono le frasi pronunciate dai due agenti intervenuti il 19 luglio nel quartiere Pilastro di Bologna, quando Abderrahim Fakir, 42 anni, morì durante un intervento di polizia. Lo scambio è stato registrato dalla bodycam indossata da uno dei poliziotti ed è riportato nella consulenza medico-legale disposta dalla Procura.

La relazione individua più fattori che avrebbero contribuito al decesso, avvenuto per insufficienza respiratoria acuta. Tra questi figurano l’intossicazione acuta da cocaina, una grave cardiopatia e la posizione prona mantenuta durante il contenimento a terra. L’agitazione psicomotoria e l’ipertermia legate all’assunzione della sostanza avrebbero contribuito ulteriormente al quadro.

Secondo i consulenti, le lesioni contusive riscontrate sul corpo non avrebbero avuto un ruolo determinante nella morte. Gli esperti hanno inoltre evidenziato criticità nella tempestività e nell’efficacia dell’intervento di soccorso.

La relazione è ora al vaglio dei magistrati bolognesi, chiamati a valutare il peso delle singole concause e le eventuali responsabilità. Il procedimento riguarda i due agenti e quattro operatori della Croce Rossa intervenuti per prestare soccorso. Le valutazioni medico-legali costituiscono un elemento dell’indagine e non equivalgono, da sole, a una decisione definitiva sulle responsabilità penali.

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