Attentato a Ranucci, il legale di Lavitola: "Gli atti dimostrano che aveva chiesto di aumentare la scorta"

"I presunti esecutori dicono di non aver avuto intenzione di fare del male a Ranucci"

A cura di Redazione Redazione
16 agosto 2026 12:58
Attentato a Ranucci, il legale di Lavitola: "Gli atti dimostrano che aveva chiesto di aumentare la scorta" - © Ansa
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"Gli atti dimostrano che lo stesso Ranucci aveva chiesto di aumentare la scorta". Lo sostiene Sergio Cola, avvocato di Valter Lavitola, detenuto in carcere con l'accusa di essere il mandante dell'attentato ai danni di Sigfrido Ranucci.

Il legale interviene anche sulle dichiarazioni rese dal suo assistito e su alcuni passaggi ritenuti dai magistrati poco chiari. Secondo Cola, gli stessi coimputati nell'inchiesta, indicati come gli esecutori dell'attentato, avrebbero sostenuto in alcune dichiarazioni di "non avere alcuna intenzione di fare del male a Ranucci".

Una circostanza che, secondo la difesa, sarebbe confermata anche dalle modalità con cui è stato realizzato l'attentato. "Lo si vede dalle modalità dell'attentato", riferisce il legale.

Quanto invece all'ipotesi dell'esistenza di un possibile «terzo livello» dietro la vicenda, Cola parla di "congetture". L'avvocato aggiunge che, a suo giudizio, "è intuibile che dopo l'attentato Ranucci avesse capito chi fosse il mandante".

La difesa di Lavitola prepara intanto nuove iniziative sul piano giudiziario. Nei primi giorni della prossima settimana i legali presenteranno una nuova richiesta di riesame contro le misure cautelari disposte nei confronti dell'ex imprenditore.

È inoltre allo studio un'integrazione delle dichiarazioni già rese da Lavitola, accompagnata dalla richiesta di un nuovo interrogatorio su alcuni aspetti della vicenda che i magistrati avrebbero ritenuto ancora "fumosi".

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