Attacco all’Iran, Teheran denuncia: colpita una scuola a Minab, 40 morti

Raid di Usa e Israele contro obiettivi strategici. L’Iran risponde colpendo basi americane nel Golfo. Tajani: “Non sarà una guerra lampo”

A cura di Glauco Valentini Redazione
28 febbraio 2026 15:36
Attacco all’Iran, Teheran denuncia: colpita una scuola a Minab, 40 morti - © Ansa
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L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha aperto una nuova e drammatica fase di instabilità in Medio Oriente. Nelle prime ore dell’operazione, centinaia di obiettivi militari e infrastrutturali sono stati colpiti in diverse regioni del Paese, da Teheran a Isfahan. Fonti non ufficiali iraniane parlano dell’uccisione di figure di primo piano: il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Pakpour e il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. Le autorità statunitensi e israeliane non hanno confermato.

La scuola colpita a Minab: il punto più tragico

Il regime iraniano denuncia che un raid israeliano avrebbe colpito una scuola elementare femminile a Minab, nel sud della provincia di Hormozgan. Il bilancio è gravissimo: 40 morti, molti dei quali bambini, e almeno 45 feriti. Le immagini diffuse dai media di Stato iraniani mostrano edifici sventrati e squadre di soccorso al lavoro tra le macerie. Israele non ha commentato l’accaduto.

La risposta di Teheran: missili contro basi americane nel Golfo

La reazione iraniana è stata immediata. I Pasdaran hanno annunciato l’avvio dell’Operazione “Truth Promise 4”, definita una risposta diretta all’“aggressione americano-sionista”. Missili sono stati lanciati contro basi militari statunitensi in diversi Paesi del Golfo: un morto ad Abu Dhabi, esplosioni a Doha, attacchi in Kuwait e Bahrein, colpi anche in territorio israeliano

La situazione resta estremamente fluida, con timori di un allargamento del conflitto.

Le reazioni internazionali

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha avvertito che la crisi “non sarà una guerra lampo” e potrebbe protrarsi per giorni. La comunità internazionale chiede una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Dagli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha dichiarato in un’intervista al Washington Post: “Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo iraniano”. La Casa Bianca, per ora, esclude un discorso alla Nazione.

Uno scenario in rapido deterioramento

L’intreccio di attacchi, ritorsioni e dichiarazioni sempre più dure sta alimentando il rischio di un conflitto su larga scala. L’episodio della scuola di Minab, con il suo carico di vittime civili, potrebbe diventare un punto di svolta emotivo e politico nella crisi.

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