Giuseppe Conte, "no eccessi della cultura Woke"
Il leader del M5s interviene sul tema con un contributo pubblicato su Repubblica e racconta un episodio vissuto anni fa con un amico di Boston
Si riapre il dibattito sulla cultura "woke", tema tornato al centro del confronto politico e culturale italiano. A intervenire è il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha rilanciato sui social il suo contributo pubblicato oggi su Repubblica.
"Si è riaperto in questi giorni un dibattito sulla cultura 'woke'. Credo sia il momento giusto per affrontarlo e definire le vere priorità di una forza autenticamente progressista", scrive Conte, introducendo la sua riflessione sul significato e sui possibili eccessi di questo approccio culturale.
Nel suo intervento, l'ex presidente del Consiglio racconta anche un episodio personale risalente a diversi anni fa. "Molti anni fa passò a trovarmi, a Roma, un mio caro amico di Boston. Ad un tratto lo vidi fissare una piccola scultura in bronzo, una donna nuda di boteriane fattezze, appoggiata su uno scaffale della mia libreria".
Secondo il racconto di Conte, l'amico osservò la scultura e gli rivolse una critica inattesa: "Non dovresti tenere esposta una scultura del genere, è offensiva nei confronti delle donne".
"Rimasi disorientato da questa sua uscita. Non me l'aspettavo da un fine intellettuale", prosegue Conte, spiegando di aver provato a convincere l'amico che l'arte non possa essere interpretata esclusivamente attraverso valutazioni di carattere morale.
"Provai a fargli comprendere che l'arte non può essere compressa in valutazioni moralleggianti. Non lo convinsi", racconta il leader del M5s.
Per Conte, quell'episodio rappresentò il primo contatto diretto con quelli che considera gli eccessi della cultura "woke": "Quella fu la prima volta che toccai con mano gli eccessi della cultura 'woke'".