Alluvione tra Nepal e Tibet: è stato un ghiacciaio a crollare
L'Usgs conferma: nessun terremoto, ma una frana di ghiaccio e detriti. Il bilancio sale a 165 morti e 823 dispersi
Non un terremoto, ma il crollo di una massa glaciale. È questa la ricostruzione dell'Usgs, l'istituto di geologia statunitense, sulla devastante alluvione che ha colpito la zona di confine tra Nepal e Tibet. Secondo gli esperti, l'attività sismica registrata inizialmente come sisma era in realtà provocata dal distacco di una porzione di ghiacciaio, seguito da una colata di detriti riversatasi a valle lungo il fiume Bhote Koshi, con conseguenze catastrofiche su villaggi e infrastrutture.
Il bilancio, ancora provvisorio, è drammatico: almeno 165 morti e 823 dispersi, tra i quali centinaia di turisti stranieri. Tra le persone coinvolte figurano anche 90 italiani, secondo i dati del portale "Dove siamo nel mondo" dell'Unità di crisi della Farnesina. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha però rassicurato: "I due che risultano coinvolti sono in buone condizioni".
Le operazioni di soccorso proseguono sia sul versante nepalese sia su quello cinese, rese difficili dal terreno instabile e dai sedimenti che ostruiscono le vie d'accesso. Gli Stati Uniti hanno intanto stanziato 500 mila dollari di aiuti a sostegno della popolazione colpita.