Alemanno lascia Rebibbia: “Esco da innocente”. Critiche al governo e apertura a Vannacci

L’ex sindaco di Roma torna in libertà dopo un anno, cinque mesi e 24 giorni di detenzione

A cura di Redazione Redazione
24 giugno 2026 11:14
Alemanno lascia Rebibbia: “Esco da innocente”. Critiche al governo e apertura a Vannacci -
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È tornato in libertà questa mattina Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma ed ex ministro delle Politiche agricole, detenuto nel carcere di Rebibbia dal 31 dicembre 2024 in seguito alla condanna definitiva per traffico di influenze illecite nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. L’ex primo cittadino della Capitale ha lasciato l’istituto penitenziario romano dopo aver scontato un anno, cinque mesi e 24 giorni di reclusione. La sua uscita era prevista per il 24 giugno grazie a una riduzione della pena di 39 giorni riconosciuta dal Tribunale di Sorveglianza per le condizioni detentive giudicate “inumane e degradanti”.

Ad attenderlo all’esterno del carcere c’erano circa un centinaio di sostenitori, che lo hanno accolto con applausi e cori, oltre a numerosi giornalisti e operatori televisivi. Camicia blu, pantaloni neri e due borsoni in mano, Alemanno ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da uomo libero, ribadendo la propria estraneità alle accuse: «Esco da innocente». Una posizione che l’ex sindaco aveva già sostenuto nei giorni precedenti alla scarcerazione, definendo ingiusta la condanna ricevuta.

Nel suo intervento, Alemanno ha posto l’accento sulla situazione del sistema penitenziario italiano, tema che negli ultimi mesi aveva più volte affrontato anche dal carcere. «Sul sovraffollamento delle carceri il governo Meloni non ha fatto niente», ha affermato, denunciando le difficoltà vissute durante la detenzione e chiedendo un intervento strutturale per migliorare le condizioni degli istituti di pena.

Non sono mancati riferimenti al futuro politico. Alemanno ha annunciato che in serata incontrerà a cena il generale Roberto Vannacci, figura che negli ultimi mesi ha assunto un ruolo sempre più centrale nel dibattito della destra italiana. «È un volto nuovo, una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa», ha dichiarato l’ex sindaco, lasciando intravedere possibili convergenze politiche.

La scarcerazione di Alemanno chiude una fase personale e giudiziaria durata quasi diciotto mesi, ma riapre al tempo stesso interrogativi sul suo futuro pubblico. Resta da capire quale ruolo intenderà assumere nel panorama politico italiano e se il dialogo con Vannacci potrà tradursi in un progetto comune capace di incidere sugli equilibri della destra nei prossimi mesi.

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