Trump rilancia lo scontro con l'Italia e minaccia la Nato: “Sono deluso dagli alleati”
Nuove tensioni tra il presidente americano e Roma alla vigilia del vertice Nato di Ankara
Donald Trump torna ad alzare il livello dello scontro con gli alleati europei e, in particolare, con l'Italia. Alla vigilia del vertice Nato in programma il 7 e 8 luglio ad Ankara, il presidente americano ha accusato Roma di essersi “comportata molto male” durante la crisi iraniana, ribadendo la propria delusione per il mancato sostegno ricevuto dagli alleati dell'Alleanza Atlantica. Trump ha inoltre rilanciato le sue minacce sul futuro rapporto degli Stati Uniti con la Nato: “Non so se ritirarmi dall'Alleanza”, avrebbe dichiarato, alimentando nuove preoccupazioni nelle cancellerie occidentali.
Le critiche all'Italia si inseriscono in una tensione diplomatica ormai aperta con il governo di Giorgia Meloni. Negli ultimi giorni Trump ha accusato la premier di non aver consentito l'utilizzo di infrastrutture e basi italiane durante il conflitto con l'Iran, sostenendo che Roma non abbia ricambiato l'impegno americano per la sicurezza europea. Le dichiarazioni hanno provocato una dura reazione da parte del governo italiano e contribuito a raffreddare ulteriormente i rapporti tra due leader che fino a pochi mesi fa erano considerati politicamente molto vicini.
Nonostante il clima teso, Meloni starebbe lavorando per evitare una rottura definitiva con Washington. Secondo fonti vicine a Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio avrebbe invitato i propri ministri ad abbassare i toni e a partecipare al ricevimento organizzato dall'ambasciata americana in occasione dell'Independence Day del 4 luglio. Il messaggio sarebbe chiaro: le tensioni personali con Trump non devono compromettere il rapporto strategico tra Italia e Stati Uniti.
Sul fronte internazionale, nel frattempo, arrivano segnali incoraggianti dai negoziati tra Washington e Teheran. I colloqui svoltisi in Svizzera hanno portato all'istituzione di gruppi di lavoro dedicati al dossier nucleare e al regime delle sanzioni. Il vicepresidente americano JD Vance ha definito l'intesa raggiunta una “solida base” per arrivare a un accordo definitivo e ha annunciato che l'Iran ha accettato il ritorno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), considerato un passaggio cruciale per ristabilire fiducia reciproca.
In cambio, gli Stati Uniti hanno avviato un alleggerimento temporaneo delle sanzioni, autorizzando nuovamente una parte delle esportazioni petrolifere iraniane. Una misura che Washington considera necessaria per favorire il percorso negoziale e scongiurare una nuova escalation militare nella regione.
Resta tuttavia alta la tensione nel Golfo Persico. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha annunciato che lo Stretto di Hormuz sarà “gestito dall'Iran”, una dichiarazione destinata a riaccendere i timori sulla sicurezza di una delle principali arterie energetiche mondiali. Lo stretto rappresenta infatti un passaggio strategico per il commercio globale di petrolio e gas e ogni minaccia alla libertà di navigazione viene osservata con estrema attenzione dai mercati internazionali.
Sul piano della sicurezza interna, infine, il Nord America è stato scosso da una sparatoria avvenuta nel quartiere ebraico di Montreal. Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità canadesi, un uomo armato e vestito con abiti mimetici ha aperto il fuoco provocando la morte di un agente di polizia e di un civile. L'aggressore è stato successivamente ucciso dalle forze dell'ordine. Le indagini sono in corso per chiarire il movente dell'attacco e verificare eventuali collegamenti con ambienti estremisti.