Alemanno lascia Rebibbia: “Esco da innocente”. Attacco al governo e apertura a Vannacci
L’ex sindaco di Roma libero dopo un anno e cinque mesi di detenzione. Critiche sul sovraffollamento carcerario e annuncio di un incontro con il generale Roberto Vannacci
È tornato in libertà questa mattina Gianni Alemanno, uscito dal carcere di Rebibbia dove era detenuto dal Capodanno del 2024 in seguito alla condanna per traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. L’ex ministro e già sindaco della Capitale ha scontato un anno, cinque mesi e 24 giorni di detenzione.
Ad attenderlo all’esterno dell’istituto penitenziario c’erano circa un centinaio di sostenitori, che lo hanno accolto con cori e applausi, insieme a numerosi giornalisti e operatori dell’informazione. Un’uscita segnata da forte attenzione mediatica e da un clima di evidente polarizzazione politica.
Alemanno ha rivendicato la propria innocenza al momento della scarcerazione. «Esco da innocente», ha dichiarato ai cronisti, ribadendo una posizione già espressa in passato rispetto alla sua vicenda giudiziaria.
Nel suo intervento non sono mancate critiche alla situazione delle carceri italiane, che ha definito una “vergogna della Repubblica”. L’ex sindaco ha puntato il dito contro il governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di non aver affrontato il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari.
Sul piano politico, Alemanno ha inoltre annunciato un incontro a cena con il generale Roberto Vannacci, definendolo “un volto nuovo, una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa”. Un passaggio che riapre le ipotesi su possibili convergenze politiche future.
La sua uscita segna la fine di un periodo detentivo durato oltre un anno e mezzo, ma anche l’inizio di una nuova fase pubblica in cui l’ex esponente della destra italiana sembra intenzionato a tornare a intervenire nel dibattito politico nazionale.