Alcaraz, "Here we go": dopo 138 giorni torna in campo agli Us Open
Musetti vola ai quarti a Cincinnati, mentre salutano il torneo Zverev e Sabalenka
Carlos Alcaraz usa un celebre "Here we go", il tormentone dei grandi colpi di calciomercato, per annunciare il ritorno in campo. Il numero 2 del mondo sarà infatti agli US Open, ponendo fine a un digiuno dal tennis agonistico durato 138 giorni.
È stato lo stesso spagnolo a sciogliere il nodo, dopo le tante rinunce alle quali l'infortunio al polso lo aveva costretto, con un messaggio pubblicato sui social. Alcaraz torna così a sorridere, mentre il suo grande rivale e attuale numero 1 del mondo, Jannik Sinner, deve ancora ufficializzare la propria partecipazione allo Slam americano che chiude la stagione, a causa di un'infiammazione al ginocchio.
L'ultima partita di Alcaraz risale al 14 aprile scorso, a Barcellona. Poi il ritiro per il dolore al polso e, in rapida successione, le rinunce a Madrid, Roma, Roland Garros e Wimbledon. Il forfait dai tornei americani, inizialmente precauzionale, aveva fatto crescere la preoccupazione tra i tifosi di "Carlitos", che nell'ultima settimana aveva intensificato gli allenamenti a Madrid, anche insieme a Holger Rune, pur continuando a utilizzare una fascia sul polso dolorante.
In questi quattro mesi lontano dai campi, Alcaraz ha perso oltre 6.000 punti. Ora avrà però la possibilità di difendere i 2.000 punti conquistati la scorsa estate, quando batté Sinner in finale agli US Open. Un risultato che gli consentì di tornare al numero 1 del ranking ATP, con l'italiano scivolato in seconda posizione.
Musetti torna ai quarti a Cincinnati
Intanto, da Cincinnati arriva la buona notizia azzurra di Lorenzo Musetti. Il carrarino torna nei quarti di finale di un Masters 1000 e lo fa sul cemento, superficie fino a poco tempo fa poco amata, ma sulla quale sta trovando sempre più confidenza.
È bastata un'ora e un quarto per superare il portoghese Jaime Faria, numero 79 del mondo. Un match iniziato subito con il piede giusto per l'azzurro, che strappa in apertura il servizio all'avversario. Anche quando Faria riesce a riportare il punteggio sul 4-4, Musetti non si disunisce, ottiene il break del 6-5 e poi chiude il primo set al servizio.
Nel secondo parziale il copione iniziale non cambia, ma stavolta Musetti evita di farsi rimontare e raddoppia il vantaggio, portandosi sul 4-1. L'azzurro mantiene quindi la velocità di crociera e chiude sul 7-5 6-2, conquistando la terza partita consecutiva per due set a zero.
Tutte sfide contro giocatori dalla classifica peggiore, ma comunque importanti per ritrovare fiducia dopo l'ennesimo lungo infortunio, che lo aveva fermato dopo gli Internazionali di Roma. Ora, però, il livello si alza. Il prossimo avversario sarà Frances Tiafoe, che sul cemento di casa si esalta. Lo statunitense ha sconfitto Lorenzo Sonego e il connazionale Learner Tien, prima di ottenere una vittoria di prestigio contro il canadese Felix Auger-Aliassime, numero 4 del mondo e seconda testa di serie del torneo.
Cincinnati, fuori anche Zverev e Sabalenka
Il canadese non è però l'unico big a salutare Cincinnati. Sono stati eliminati anche il numero 2 del mondo Alexander Zverev e la numero 1 del ranking WTA, Aryna Sabalenka.
La bielorussa si arrende negli ottavi di finale in due set a Sára Bejlek, classe 2006, una delle esponenti della "nouvelle vague" del tennis ceco e già numero 35 del ranking. Non certo l'avversaria contro la quale, per status, ci si sarebbe aspettato che Sabalenka, a maggior ragione sul cemento, potesse incappare in una giornata storta.
La "Tigre", che non alza un trofeo dalla fine di marzo ed era uscita dopo tre match anche a Toronto, sperava evidentemente in un rodaggio migliore in vista di Flushing Meadows.
Stesso discorso per Zverev, che in una partita lunghissima, interrotta più volte dalla pioggia, ha ceduto al braccio di ferro contro Tommy Paul al terzo set, dopo aver avuto anche un match point a favore nel tie-break del secondo.
Anche per il tedesco, dunque, l'avvicinamento agli US Open, ultimo Slam della stagione e anche quest'anno visibile in chiaro su SuperTennis, è tutt'altro che idilliaco. Con i dubbi ancora legati alla partecipazione di Sinner e Alcaraz, i due Masters 1000 di agosto avrebbero potuto consentirgli di arrivare a New York nelle condizioni del favorito assoluto. Con appena quattro partite giocate nei due tornei, invece, la situazione è ben diversa.