Agnelli-Elkann, scontro in aula a Torino: Margherita parte civile nel procedimento
Al centro l’inchiesta sulla residenza di Marella Caracciolo. Le difese respingono le accuse e parlano di contestazioni infondate
È cominciata questa mattina (22 giugno) a Torino l’udienza preliminare nell’inchiesta su presunte irregolarità fiscali legate alla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli.
Nel procedimento, Margherita Agnelli ha chiesto di costituirsi parte civile. Tra gli indagati figurano John Elkann, il commercialista di famiglia Gianluca Ferrero e, per un episodio distinto, il notaio Remo Morone. L’udienza è stata aggiornata a settembre per consentire alle difese di depositare le proprie valutazioni.
Nel corso della prima sessione, il team legale di Margherita Agnelli ha ribadito la richiesta di costituzione di parte civile, sostenendo la sussistenza di un presunto danno morale e di immagine e ipotizzando un articolato piano fraudolento ai suoi danni, oltre a profili legati all’esclusione dalla successione e dalla gestione delle partecipazioni societarie riconducibili alla cosiddetta “Dicembre”, la holding di famiglia.
Di diverso avviso la difesa di John Elkann. L’avvocato Paolo Siniscalchi ha definito la richiesta “poco fondata sul piano morale”, sottolineando come Margherita Agnelli abbia lasciato il gruppo familiare anni fa e come, a suo avviso, non sussistano i presupposti per la costituzione di parte civile nel procedimento penale in corso.
Secondo la linea difensiva, la posizione societaria legata alla “Dicembre” sarebbe ormai consolidata da tempo e non più modificabile, mentre in sede civile Margherita Agnelli sarebbe stata ritenuta priva di legittimazione, avendo perso la qualità di socia nel 2004.
Le difese hanno inoltre precisato che il tema di eventuali proposte di patteggiamento non è all’ordine del giorno dell’udienza. Il procedimento proseguirà a settembre.