Agente indagato per tentato omicidio dopo gli spari al pronto soccorso di Prato
Ferito alla gamba un 22enne magrebino che stava cercando di fuggire
È indagato per tentato omicidio l’agente della Polizia penitenziaria che domenica ha sparato tre colpi con la pistola d’ordinanza al pronto soccorso di Prato, ferendo a una gamba un 22enne marocchino che stava tentando di fuggire. Il giovane, colpito da un solo proiettile, era stato portato in ospedale dopo essere stato arrestato.
Secondo il procuratore di Prato Luca Tescaroli, il 22enne si trovava in un ambiente chiuso dal quale non avrebbe potuto uscire quando l’agente ha esploso i tre colpi. La dinamica è stata acquisita attraverso i filmati delle telecamere. L’agente, in servizio da 18 mesi, è stato interrogato dal pm.
Di diverso avviso il ministro Matteo Salvini, che ha espresso «totale sostegno» all'agente, sostenendo che abbia fatto il proprio dovere. Anche il suo difensore, l'avvocato Vittorio Luigi Fucci, chiede l'applicazione delle nuove norme introdotte dal decreto sicurezza, ritenendo che possa configurarsi una causa di giustificazione per la condotta dell'agente.
Secondo il Sappe, il 22enne aveva aggredito i due agenti durante il tentativo di fuga, utilizzando anche un estintore e provocando a uno di loro la frattura di una mano. Il giovane era stato arrestato poco prima insieme a due complici con l'accusa di aver lanciato oltre il muro del carcere circa 600 grammi di hashish e due telefoni cellulari destinati a un detenuto. Durante il fermo si era ferito e, una volta portato al pronto soccorso, aveva tentato nuovamente di scappare dirigendosi verso l'area delle ambulanze.