25 aprile tra tensioni e contestazioni: insulti alla Brigata ebraica, sindaci nel mirino
Da Milano a Bologna e Palermo, le celebrazioni della Liberazione segnate da scontri verbali, slogan antisemiti e proteste dei gruppi pro Palestina
Le celebrazioni del Festa della Liberazione si sono svolte quest’anno in un clima tutt’altro che unitario, con polemiche e tensioni registrate in diverse piazze italiane. Da Milano a Bologna, fino a Palermo, cortei e manifestazioni sono stati attraversati da contestazioni e momenti di forte attrito, in particolare nei confronti della Brigata ebraica e di rappresentanti istituzionali.
A Milano si sono verificati gli episodi più gravi, con slogan antisemiti rivolti alla Brigata ebraica. A denunciare quanto accaduto è stato Emanuele Fiano, esponente del Partito Democratico, che ha riferito di insulti pesanti ricevuti durante il corteo: “Uno ci ha detto: ‘siete solo saponette mancate’”. Parole che hanno suscitato indignazione trasversale nel mondo politico e istituzionale.
Momenti di tensione anche nei pressi dello spezzone in cui era presente Luciano Belli Paci, figlio della senatrice a vita Liliana Segre e sopravvissuta alla Shoah. Il gruppo è stato accompagnato e protetto da un consistente schieramento delle forze dell’ordine, mentre dai manifestanti si levavano fischi e contestazioni.
Situazioni analoghe si sono registrate anche in altre città. A Bologna e Palermo, infatti, i sindaci sono stati duramente contestati da gruppi legati alla causa palestinese, che hanno espresso dissenso durante le celebrazioni ufficiali. Le proteste si inseriscono in un contesto internazionale segnato dal conflitto in Medio Oriente, che continua a riflettersi anche nel dibattito pubblico italiano.
Le tensioni emerse nel giorno simbolo della Resistenza pongono interrogativi sulla capacità di mantenere uno spazio condiviso di memoria e commemorazione, in un clima sempre più polarizzato.