25 Aprile, Mattarella: “Per la Patria, ora e sempre Resistenza”. Meloni: “Il fascismo negò libertà e democrazia”

Sfilata di dichiarazioni istituzionali nel giorno della Liberazione: appelli all’unità, alla memoria storica e ai valori democratici

A cura di Glauco Valentini Redazione
25 aprile 2026 15:20
25 Aprile, Mattarella: “Per la Patria, ora e sempre Resistenza”. Meloni: “Il fascismo negò libertà e democrazia” - © Ansa
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Nel giorno della Festa della Liberazione, le più alte cariche dello Stato e i principali leader politici hanno ribadito il significato del 25 aprile come momento fondante della Repubblica, tra memoria storica, valori condivisi e richiami all’unità nazionale.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a San Severino Marche, ha sottolineato che la ricorrenza si celebra “non per posizioni ideologiche ma per amor di Patria”. Il Capo dello Stato ha richiamato l’impegno civile e morale che deriva dalla Liberazione, affermando che “dalla Repubblica vale l’impegno: ora e sempre Resistenza”, con un forte riferimento ai valori di pace e democrazia. Nel suo discorso, Mattarella ha inoltre condannato quelle che ha definito “antistoriche velleità di rimuovere” organismi come le Nazioni Unite e l’Unione Europea, indicandoli come pilastri dell’ordine internazionale contemporaneo.

Sulla stessa linea, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato “la sconfitta dell’oppressione fascista che negò agli italiani libertà e democrazia”, ribadendo il valore della ricorrenza come momento di riflessione collettiva sulla storia del Paese.

Diverse le iniziative e le dichiarazioni anche da parte delle opposizioni. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, in visita a Sant’Anna di Stazzema, luogo simbolo delle stragi nazifasciste, ha evidenziato come il fascismo rappresenti non solo un capitolo oscuro della storia, ma anche un reato secondo l’ordinamento italiano. A Napoli, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha reso omaggio alla figura di Salvo D'Acquisto, carabiniere simbolo di sacrificio e resistenza morale.

Il vicepremier Matteo Salvini ha definito il 25 aprile “una giornata di tutti”, sottolineando la necessità di opporsi “a ogni regime, anche comunista e islamista”, in un richiamo più ampio ai valori di libertà.

A 80 anni dalla Liberazione, il 25 aprile continua così a rappresentare un momento centrale per la memoria collettiva italiana, tra richiami istituzionali, sensibilità politiche differenti e un comune riferimento ai principi di libertà e democrazia sanciti dalla Costituzione.

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