Youssef Siher resta in carcere: "Aveva un progetto eversivo"
L'inchiesta ipotizza legami con una rete di finanziamenti ad Hamas. Indagata anche la moglie, mediatrice culturale. Attesa per l'udienza di convalida del fermo
Youssef Siher, indicato dagli investigatori come presunta mente del Movimento del 17 ottobre, resta al centro di un'inchiesta per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo. Per oggi è prevista l'udienza di convalida del fermo, mentre la moglie, mediatrice culturale, risulta indagata per gli stessi reati.
Nel decreto di fermo, il pubblico ministero parla di un presunto «progetto finalizzato a porre in essere atti delittuosi, con finalità eversive». Gli inquirenti stanno approfondendo anche eventuali collegamenti tra il ricercatore e le persone arrestate nell'ambito dell'indagine della Direzione distrettuale antimafia sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche. Tra gli elementi al vaglio figurano anche presunti rapporti con hacker russi.
L'inchiesta si intreccia con il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione dell'ordine pubblico. Venerdì prossimo è attesa una nuova mobilitazione in piazza promossa dal sindacato di base Usb e dagli studenti.
Intanto, nove sindaci di centrosinistra hanno chiesto un incontro urgente alla presidente del Consiglio. La loro posizione punta a tenere insieme la condanna delle violenze e la necessità di dare risposte alle difficoltà sociali delle famiglie, che — sostengono — sono sottoposte a una pressione crescente.