Von der Leyen: “Il vecchio ordine mondiale non tornerà”

Alla Conferenza degli ambasciatori Ue la presidente della Commissione richiama l’Europa alle sue nuove priorità: sicurezza, commercio e diplomazia orientata ai risultati

A cura di Glauco Valentini Redazione
09 marzo 2026 11:33
Von der Leyen: “Il vecchio ordine mondiale non tornerà” - Ursula von der Leyen © Ansa/Epa
Ursula von der Leyen © Ansa/Epa
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L’Europa deve prendere atto che il contesto globale è cambiato in modo irreversibile. È il messaggio che Ursula von der Leyen ha rivolto alla Conferenza degli ambasciatori dell’Unione europea, invitando i rappresentanti diplomatici a prepararsi a un mondo in cui il vecchio equilibrio internazionale non è più sufficiente a garantire stabilità e prosperità.

“L’Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà”, ha affermato la presidente della Commissione europea. Pur ribadendo l’impegno dell’Ue a difendere il sistema multilaterale basato sulle regole — un impianto costruito insieme agli alleati e che resta un pilastro della politica europea — von der Leyen ha sottolineato che non è più possibile considerarlo l’unico strumento per tutelare gli interessi strategici del continente.

Nel suo intervento, la presidente ha individuato tre priorità che dovranno guidare l’azione esterna dell’Unione nei prossimi anni. La prima è la definizione di una nuova Strategia europea della sicurezza, capace di rispondere a minacce più complesse e a un ambiente geopolitico sempre più competitivo. La seconda riguarda i rapporti commerciali con i Paesi terzi, da rafforzare e rendere più resilienti in un’epoca di catene del valore fragili e di crescente competizione globale. Infine, von der Leyen ha richiamato la necessità di una diplomazia “che porti risultati agli europei”, più pragmatica e orientata a proteggere gli interessi economici e strategici dell’Unione.

Un discorso che segna, ancora una volta, la volontà di Bruxelles di adattarsi a un mondo in rapido mutamento, in cui l’Europa è chiamata a essere non solo spettatrice, ma protagonista attiva del nuovo equilibrio internazionale.

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