Vivere tra hotel e residence con un figlio piccolo: la storia di una coppia di lavoratori "invisibili"

L'odissea di una giovane famiglia per un affitto a Rimini

A cura di Glauco Valentini Redazione
28 febbraio 2026 15:55
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Cresce l’allarme sul fronte abitativo in città. In questi giorni, riferisce Casa Madiba Network ADL Cobas Emilia Romagna, allo Sportello Casa si sono presentati diversi nuclei familiari con gravi problematiche legate all’alloggio. “Non si tratta più di singole situazioni – spiegano dall’associazione – ma di pezzi sempre più consistenti di città che vengono lasciati senza risposte ed espulsi dal territorio”.

Secondo l’organizzazione, è necessario che la questione abitativa torni a essere una priorità nell’agenda politica nazionale e locale, invitando cittadini e lavoratori a organizzarsi collettivamente per rivendicare il diritto alla casa.

Tra le testimonianze raccolte dallo Sportello Casa c’è quella di una giovane coppia di lavoratori stranieri impiegati nel settore della ristorazione. Entrambi con un’occupazione regolare e con un figlio piccolo, raccontano di aver vissuto per due anni in una condizione di precarietà abitativa, spostandosi tra hotel e residence. Non per mancanza di risorse economiche o volontà, ma per l’impossibilità di trovare un affitto stabile a Rimini.

Quando sembrava essere arrivata una soluzione, la famiglia avrebbe scoperto di essere rimasta coinvolta in una vicenda giudiziaria: l’immobile in cui vive attualmente risulterebbe privo di abitabilità. Una situazione che, secondo quanto riportato, si aggiunge alle difficoltà incontrate nel mercato regolare, dove la coppia denuncia di essersi sentita discriminata in quanto straniera e con un bambino.

“Se una famiglia che lavora regolarmente viene spinta a lasciare la città, chi manderà avanti Rimini?”, si chiedono. Il timore espresso è che la difficoltà di accesso alla casa per i lavoratori, in particolare nel comparto turistico e della ristorazione, possa avere ricadute sull’intera economia locale. “Senza lavoratori non c’è turismo – sostengono – e una città che non si prende cura di chi la fa funzionare rischia di svuotarsi”.

L’associazione rilancia quindi l’appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure concrete per garantire alloggi accessibili e sicuri, ribadendo che “non si chiedono regali, ma dignità e il diritto a un tetto”.

Per informazioni e appuntamenti con lo Sportello Casa è possibile inviare un messaggio WhatsApp al numero 371 4427310.

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