Via libera dell’Eurocamera ai Paesi sicuri e agli hub per l’asilo all’estero
Intesa tra destre e Ppe a Strasburgo. Domani in Consiglio dei ministri il nuovo decreto immigrazione con blocco navale e ritorno del “modello Albania”
L’Eurocamera ha approvato oggi la nuova lista dei Paesi considerati “sicuri” e due modifiche al regolamento dell’Unione europea sulle procedure di asilo, segnando un passaggio politico rilevante sul fronte dell’immigrazione. Il via libera è arrivato grazie a un’asse tra destre e Partito popolare europeo (PPE), che ha sostenuto l’impianto del provvedimento.
Nella lista dei Paesi sicuri entrano anche Tunisia ed Egitto, insieme a Bangladesh, Colombia, Kosovo, India e Marocco. Per i cittadini provenienti da questi Stati, le domande di protezione internazionale saranno esaminate con procedure accelerate, riducendo tempi e margini di accoglimento. Le nuove norme stabiliscono inoltre che tutti i Paesi candidati all’adesione all’Ue siano considerati “presunti sicuri”, salvo eccezioni motivate.
Un altro punto centrale del pacchetto riguarda la possibilità, per gli Stati membri, di individuare hub per l’asilo in Paesi terzi, dove svolgere l’esame delle richieste di protezione presentate dai migranti. Una misura che punta a esternalizzare parte delle procedure e che continua a suscitare un acceso dibattito politico e giuridico.
Sul fronte nazionale, il voto di Strasburgo arriva alla vigilia di un passaggio chiave per il governo italiano. Domani è atteso in Consiglio dei ministri il nuovo decreto immigrazione, che dovrebbe includere il rilancio del blocco navale e il ritorno del cosiddetto “sistema Albania”, ovvero il trasferimento dei richiedenti asilo in strutture situate fuori dai confini nazionali per l’esame delle domande.