Via crucis al Colosseo, il papa avverte: "Chi decide le guerre risponderà a Dio"
Duro richiamo contro l’abuso di potere nelle meditazioni di padre Patton. Telefonata con il presidente israeliano Herzog per riaprire il dialogo e proteggere i civili
La Via Crucis che Papa Leone XIV guiderà questa sera al Colosseo si apre con un monito severo rivolto a chi esercita il potere senza limiti. Nel testo della prima stazione, scritto da padre Francesco Patton, emerge una denuncia netta contro chi “crede di avere ricevuto un’autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare a proprio piacimento”. Ogni forma di potere – politico, giudiziario, economico o militare – viene richiamata alla responsabilità ultima davanti a Dio.
Le meditazioni, che quest’anno attraversano le ferite del Medio Oriente e dei conflitti che insanguinano il mondo, insistono sul peso morale delle decisioni che possono avviare o fermare una guerra, educare alla violenza o alla pace, alimentare vendetta o riconciliazione. Un richiamo che risuona in un momento storico segnato da tensioni globali e da un crescente bisogno di percorsi diplomatici.
Proprio in questa direzione si inserisce la telefonata avvenuta in mattinata tra il Pontefice e il presidente israeliano Isaac Herzog. Nel colloquio, riferisce la Santa Sede, è stata ribadita la necessità di riaprire ogni canale di dialogo per “porre fine al grave conflitto in corso” e garantire la protezione della popolazione civile, nel rispetto del diritto internazionale e umanitario. Herzog ha richiamato anche la situazione in Libano e la necessità di tutelare le comunità cristiane coinvolte nelle tensioni dell’area.
Questa sera, al Colosseo, il Papa porterà personalmente la croce lungo tutte le stazioni: un gesto simbolico che intende farsi voce delle sofferenze del mondo e richiamo alla responsabilità di chi detiene il potere.