Vannacci non si dimette da eurodeputato: “I voti sono miei”. I suoi si muovono in Parlamento

Il generale respinge le richieste di lasciare l’incarico e parte l’offensiva politica dei parlamentari a lui vicini: emendamento per fermare l’invio di armi all’Ucraina

A cura di Glauco Valentini Redazione
05 febbraio 2026 15:26
Vannacci non si dimette da eurodeputato: “I voti sono miei”. I suoi si muovono in Parlamento - © Ansa
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Il generale Roberto Vannacci non ha alcuna intenzione di lasciare il seggio al Parlamento europeo. “Non mi dimetto da europarlamentare, i voti sono miei”, afferma, rivendicando la legittimità del proprio mandato e contestando le pressioni interne. Vannacci si domanda inoltre perché la richiesta di fare un passo indietro “non sia stata avanzata nei confronti dei parlamentari Minardo, Bellomo, Pierro e Bergamini che, solo negli ultimi 12 mesi, hanno lasciato la Lega approdando in altri partiti”.

Intanto, nel Parlamento italiano si registrano le prime mosse dei parlamentari considerati vicini al generale. I deputati leghisti Edoardo Ziello e Roberto Sasso, insieme a Emanuele Pozzolo — ex Fratelli d’Italia, oggi in Futuro Nazionale — hanno presentato un emendamento al decreto Ucraina. La proposta chiede lo stop all’invio di armi a Kiev, segnando un primo atto politico concreto dell’area vannacciana.

Il dibattito interno alla Lega e la posizione del generale continuano così a intrecciarsi con le dinamiche parlamentari, aprendo un nuovo fronte nella discussione sulla linea italiana riguardo al conflitto in Ucraina.

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