Valentina voleva denunciare il marito, ma la paura l’ha fermata: ora lui è in carcere
La donna uccisa a coltellate nella casa di Bergamo. L’amico: “L’avevo accompagnata dalla polizia, ma non se l’è sentita”. Il marito sarà interrogato dal gip
Valentina Sarti aveva deciso di denunciare il marito, Vincenzo Dongellini. Aveva trovato il coraggio di chiedere aiuto, ma non quello di compiere l’ultimo passo. Pochi giorni dopo, quell’uomo l’ha uccisa a coltellate nella loro abitazione di Bergamo.
A raccontare gli ultimi momenti prima della tragedia è Morsi Panza, l’uomo con cui Valentina aveva una relazione: “Sabato mattina l’ho accompagnata dalla polizia, ma lei aveva paura. Si è limitata a chiedere un consiglio su come comportarsi. Ha detto che voleva aspettare un’altra settimana”. Una settimana che non è mai arrivata.
Dongellini, dopo essere stato medicato in ospedale per le ferite riportate, è stato trasferito in carcere. Nelle prossime ore sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari, che dovrà valutare la sua versione dei fatti e la misura cautelare.
Intanto, in un’aula di tribunale, un’altra vicenda di violenza contro le donne ha lasciato attoniti magistrati e pubblico. Vasile Frumuzache, imputato per due femminicidi avvenuti nel 2024 e nel 2025, ha pronunciato parole agghiaccianti: “Ho ucciso Maria Denisa Paun per paura, invece Ana Maria Andrei per disprezzo”. Una confessione che mette a nudo la brutalità e la disumanizzazione alla base di molti di questi delitti.
Due storie diverse, unite dallo stesso filo nero: la violenza che si consuma dentro le mura domestiche, spesso annunciata, quasi sempre ignorata, troppo spesso fatale.