Usa colpiscono l'Iran per la decima notte consecutiva. Teheran risponde in Bahrein e Kuwait
Il Pentagono conta quasi 100 militari feriti dal 7 luglio. Il Dipartimento di Stato lancia l'allerta sicurezza per i cittadini americani nel mondo
Non si ferma l'escalation nel Golfo Persico. Le forze armate statunitensi hanno condotto una nuova ondata di raid contro l'Iran, la decima notte di fila, colpendo centri di comando militare, capacità navali, siti di lancio di missili e droni e sistemi di difesa aerea iraniani. L'obiettivo dichiarato dal Pentagono resta quello di ridurre la capacità di Teheran di continuare a minacciare le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale di greggio.
La risposta iraniana non si è fatta attendere: secondo Teheran, obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait sono stati colpiti nella notte, nell'ambito della strategia di rappresaglia che l'Iran porta avanti da settimane contro le basi americane nella regione.
A confermare la gravità dello scontro sono i numeri forniti dal Pentagono, secondo cui dal 7 luglio a oggi quasi 100 militari statunitensi sono rimasti feriti negli scontri con le forze iraniane. Un bilancio che testimonia l'intensità di un conflitto che non accenna a placarsi.
Sul fronte diplomatico, il Dipartimento di Stato americano ha emesso un nuovo alert rivolto ai cittadini statunitensi in tutto il mondo, segnalando un elevato "rischio attacchi" legato all'inasprirsi della crisi. Intanto cresce la preoccupazione della comunità internazionale per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto del commercio mondiale di petrolio.