Urso: “L’Ilva dovrà sopravvivere, obiettivo continuità produttiva e decarbonizzazione”

“Danni per 7 miliardi dalla precedente gestione. Incontri con i sindacati per una soluzione strutturale"

A cura di Redazione Redazione
13 giugno 2026 12:38
Urso: “L’Ilva dovrà sopravvivere, obiettivo continuità produttiva e decarbonizzazione” - Ilva PH ANSA
Ilva PH ANSA
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L’Ilva “dovrà sopravvivere malgrado tutto”, anche in un contesto definito “particolarmente avverso” e segnato da una pesante eredità industriale e finanziaria. È quanto ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenendo al Forum in Masseria 2026.

“Malgrado l’eredità che abbiamo ricevuto, i danni che i commissari con i loro periti hanno accertato ammontano con la precedente gestione a 7 miliardi di euro”, ha dichiarato il ministro, sottolineando la complessità del dossier ex Ilva e la necessità di una soluzione di lungo periodo.

Urso ha annunciato inoltre un confronto imminente con le organizzazioni sindacali. “Lunedì incontrerò i sindacati che ne hanno fatto richiesta per illustrare in piena trasparenza qual è la situazione attuale e quali sono le possibilità per dare una soluzione strutturale in continuità produttiva e rispondendo agli obiettivi di piena decarbonizzazione dell’industria siderurgica italiana”, ha spiegato.

Nel suo intervento, il ministro ha rivendicato anche i primi segnali positivi del comparto siderurgico nazionale. “Se aggiungiamo la domanda può continuare a produrre l’industria siderurgica italiana? Sì. Lo dimostra il fatto che in questi primi mesi del 2026 la produzione siderurgica italiana è aumentata, in controtendenza con quanto accaduto in altri Paesi europei”, ha affermato.

Urso ha poi richiamato i progetti di rilancio industriale già avviati sul territorio nazionale, citando in particolare Piombino. “Abbiamo creato le premesse per far riprendere la produzione siderurgica a Piombino. La produzione siderurgica italiana comunque aumenterà”, ha detto.

Guardando al futuro dell’ex Ilva di Taranto, il ministro ha ribadito la linea del governo: “Tornerà a produrre acciaio Piombino. Si può fare a Taranto? Mi auguro di sì. Ovviamente a Taranto sono necessari, come a Piombino, la piena consapevolezza e il concorso da parte di tutti gli attori”, ha concluso.

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