Un milione di danni al cantiere di Chiomonte, la prima stima dopo assalto No Tav
Oltre 400 persone identificate. Con i volti coperti si sono staccati subito dal corteo pacifico per dare inizio a scontri come non se ne vedevano da anni
Il giorno dopo la guerriglia in Val di Susa, arrivano i primi numeri del disastro. Secondo una prima valutazione diffusa da Telt, la società italo-francese che realizza la nuova linea Torino-Lione, i danni al solo cantiere di Chiomonte ammontano a circa un milione di euro, cifra ancora provvisoria perché restano da quantificare i tempi per la rimozione dei detriti e il ripristino degli spazi di lavoro e dei servizi nelle gallerie.
Gli scontri sono scoppiati nel pomeriggio di sabato, a margine del Festival Alta Felicità organizzato dal movimento No Tav: alcuni gruppi incappucciati si sono staccati dal corteo e hanno preso di mira i cantieri di Chiomonte, Salbertrand, Susa e San Didero, con il punto più critico proprio a Chiomonte, dove i manifestanti hanno forzato il perimetro del cantiere usando bombe incendiarie e lanciando pietre. Tra le strutture andate distrutte figurano uffici, magazzini, un'officina, il sistema di videosorveglianza, mezzi di cantiere e il centro visitatori, mentre l'esplosione di alcune bombole di acetilene avrebbe potuto aggravare ulteriormente il bilancio, evitato solo perché gli operai presenti erano già stati messi in salvo.
Sul fronte delle indagini, la polizia ha reso noto di aver identificato 436 persone coinvolte negli scontri, alcune provenienti da Francia, Germania e Belgio, le cui posizioni sono ora al vaglio sotto il profilo sia amministrativo sia penale. Sequestrato anche materiale pirotecnico ed esplosivo, molotov, maschere antigas, ordigni artigianali e passamontagna. Pesante anche il conto tra le forze dell'ordine, con oltre 120 agenti feriti tra polizia, carabinieri e guardia di finanza.