Un Bike Tour a Ferrara: tre giorni tra Valli e Delizie, arte, cultura, natura e buon cibo
Tre giorni in bici tra arte, natura, cultura e sapori alla scoperta di Ferrara e delle sue meraviglie, tra storia e paesaggi.
Tre giorni in bicicletta alla scoperta della provincia di Ferrara, tra città d’arte, paesaggi naturali, antiche residenze, sapori del territorio e storie che attraversano i secoli. Un viaggio lento, sostenibile e autentico, pensato per conoscere una terra capace di sorprendere ad ogni pedalata. Il nostro Bike Tour a Ferrara comincia nel cuore della splendida città estense. È il primo pomeriggio quando arriviamo in città: il tempo di sistemarci e fare il check-in nello splendido Hotel Carlton, nel pieno centro storico, e siamo già pronti a salire in sella. Ad attenderci c’è Virna Comini, la nostra guida turistica, che ci accompagna alla scoperta di Ferrara utilizzando il mezzo più semplice, piacevole e sostenibile per attraversare il centro storico: la bicicletta.
Ferrara, una città da scoprire pedalando
Pedalare per Ferrara significa entrare lentamente nella sua storia, attraversando strade, piazze e angoli suggestivi che raccontano un passato straordinario. Virna ci conduce nei luoghi più affascinanti della città, accompagnandoci con i suoi racconti attraverso le vicende della corte estense, l’arrivo e la presenza della comunità ebraica e le complesse vicende legate allo Stato Pontificio. Ad ogni tappa emerge il carattere particolare di Ferrara: una città elegante e ricca di storia, ma allo stesso tempo sorprendentemente verde e a misura di bicicletta. Ed è proprio questa una delle caratteristiche che colpisce maggiormente chi arriva per la prima volta: bastano pochi minuti per lasciarsi alle spalle il centro storico e ritrovarsi immersi nella campagna.
Dalla città alla campagna: la prima pedalata verso i sapori ferraresi
Il nostro primo giorno si conclude proprio nella campagna alle porte della città, dove ci attende una cena che rappresenta perfettamente lo spirito di questo viaggio: territorio, tradizione e prodotti locali. Raggiungiamo lo splendido Ristorante Principessa Pio, dove il titolare ci accoglie con grande simpatia e ospitalità. La tavola diventa così il modo migliore per chiudere la nostra prima giornata ferrarese. Tra gli antipasti non mancano prodotti del territorio e il miele di produzione propria, una vera specialità della casa che ha ottenuto anche un importante riconoscimento nazionale per la sua qualità. Ma è con i primi piatti che arriviamo al cuore della tradizione gastronomica ferrarese: impossibile non assaggiare i celebri cappellacci di zucca, proposti con il ragù, un piatto simbolo della cucina locale che racchiude sapori, storia e tradizione. Dopo una giornata trascorsa a pedalare tra arte e storia, è il modo perfetto per scoprire un'altra anima di Ferrara: quella del buon cibo e dell'ospitalità.
Galleria Fotografica Ferrara
Giorno 2: Ostellato – Comacchio, tra valli, acqua e tradizioni
31 km in bicicletta tra canali, lagune, natura e la storia dell’anguilla
La seconda giornata del nostro viaggio parte da Ostellato, dove ci attende Angela Bellini, pronta a raccontarci i segreti di un territorio modellato dall’acqua, dalle bonifiche e da una natura ancora sorprendentemente ricca. Prima di salire in bicicletta verso Comacchio, Angela ci introduce alla storia delle valli di Ostellato, un paesaggio nel quale zone umide e aree bonificate convivono attraverso una fitta rete di canali e lagune. Pedalando lungo questi corsi d’acqua è possibile osservare numerose specie di uccelli, dagli aironi alle gru, dalle oche ad altre specie tipiche del Delta del Po. Le valli sono anche un luogo particolarmente conosciuto dagli appassionati di pesca. Nei canali si possono incontrare grossi pesci gatto, breme, anguille e carpe. Non è un caso che proprio a Ostellato si disputano i Campionati Mondiali di pesca, a testimonianza dell'importanza che questa disciplina riveste nel territorio. Si parte quindi in bicicletta, direzione Comacchio. Lungo il percorso la nostra guida, Riccardo Gennari, ci accompagna alla scoperta del paesaggio e delle sue particolarità. Tra le curiosità che emergono durante il tragitto c’è anche la presenza del lupo, che negli ultimi anni è stato segnalato in queste zone dopo essersi spostato dalle aree collinari. Qui trova una delle sue principali fonti di alimentazione nelle numerose nutrie presenti lungo i corsi d’acqua. Dopo una lunga ma piacevole pedalata di circa 30 chilometri arriviamo a Comacchio, incantevole cittadina lagunare conosciuta come la “piccola Venezia”. Canali, ponti e antichi edifici raccontano una storia millenaria profondamente legata all’acqua e, soprattutto, all’anguilla, uno dei simboli gastronomici e culturali della città. Tra i luoghi imperdibili della nostra visita c’è la Manifattura dei Marinati, l’antica struttura dedicata alla lavorazione e alla marinatura dell’anguilla, che conserva ancora oggi le testimonianze di una tradizione manifatturiera profondamente radicata a Comacchio. La visita ci porta attraverso ambienti che raccontano le diverse fasi della lavorazione: la Sala degli Aceti, la calata o Fossa, dove approdavano le barche cariche di anguille, la Sala dei Fuochi, destinata alla cottura, e la Sala degli Aggraffaggi, dove venivano sigillate le lattine contenenti anguille e acquadelle. Anche il cinema ha incrociato la storia di questo luogo. Nel 1954 Sophia Loren fu protagonista di un film realizzato all’interno della manifattura da Federico Patellani, contribuendo a portare queste atmosfere oltre i confini del territorio. Dopo la visita, ci concediamo una passeggiata tra le incantevoli vie d’acqua di Comacchio, attraversando ponti e canali fino a raggiungere uno dei suoi simboli più conosciuti: il Trepponti. È arrivato il momento del pranzo e ci fermiamo al ristorante “Le Gresine”, dove veniamo accolti dai titolari che ci fanno assaggiare alcune delle specialità della casa. Tra i piatti che più ci conquistano c’è un risotto di pesce, intenso e saporito, perfetto per una giornata alla scoperta della cucina e delle tradizioni del territorio.
Giusto il tempo di digerire e si riparte, questa volta alla scoperta delle valli di Ostellato e dell’area di Argenta.
Ad accompagnarci è Sergio Stignani, guida, fotografo e per molti anni dipendente del Consorzio di Bonifica. La sua esperienza ci permette di comprendere quanto sia complesso il sistema idraulico che caratterizza queste terre. Canali, chiuse e impianti regolano il delicato equilibrio tra le zone umide e le aree bonificate, garantendo anche l’acqua necessaria all’irrigazione dei campi. Sergio ci accompagna quindi in una breve escursione anella Valle di Argenta, dove l'acqua torna a essere protagonista e dove la natura offre uno spettacolo particolarmente suggestivo. Dai punti di osservazione possiamo ammirare numerose specie di uccelli; Airone bianco maggiore e Airone cenerino,Airone rosso e Nitticora, Garzetta e Sgarza ciuffetto, Gru, Cigni, Cicogne ed altre specie comprese quelle migratrici che arrivano anche dall’Africa e che trovano in queste valli un ambiente ideale per fermarsi, alimentarsi e, in alcuni casi, stabilirsi. È un modo perfetto per concludere una giornata che ha unito bicicletta, natura, storia, gastronomia e cultura dell’acqua. La nostra seconda tappa si conclude infine all’Agrilocanda Valcampotto, immersa nel paesaggio delle valli, dove ci aspetta il meritato riposo dopo una giornata trascorsa tra strade, canali e ambienti naturali.
Gallarie fotografica secondo giorno
Il terzo giorno del tour inizia con una nuova immersione nella storia del territorio ferrarese.
La prima tappa è la Delizia Estense di Benvignante, nel Comune di Argenta, una delle più affascinanti testimonianze del sistema delle Delizie Estensi. L’antica dimora, voluta dal duca Borso d’Este, aveva una duplice funzione: luogo di riposo per il signore e, allo stesso tempo, punto strategico per il controllo del territorio. Una breve visita anche agli ambienti interni, accompagnati dalla guida Benedetta Bolognesi, permette di conoscere più da vicino la storia e le vicende di questo importante complesso estense. Poi si torna in sella. Le biciclette riprendono il loro viaggio lungo tranquille stradine asfaltate e, dopo circa 12 chilometri, conducono alla Villa del Verginese, altra straordinaria testimonianza della presenza della famiglia d’Este nel territorio. La Villa, con il suo suggestivo giardino storico, conserva l’aspetto di un antico castello di campagna, caratterizzato dai merli e un tempo circondato dal brolo, il giardino rinascimentale destinato alle coltivazioni e agli spazi produttivi della dimora. Oggi il complesso ospita anche un museo archeologico, aggiungendo alla bellezza architettonica una preziosa dimensione culturale. La storia della Villa del Verginese è legata anche alla figura del conte Alfonso I d’Este, marito di Lucrezia Borgia, che la donò alla sua compagna Laura Dianti, destinata a farne la propria dimora.
Il gran finale tra tartufo, caviale e ospitalità
Il tour della giornata, e con esso il viaggio di tre giorni alla scoperta delle eccellenze del Ferrarese, non poteva concludersi in modo più piacevole. L’ultima tappa è l’Agriturismo Le Occare, in località Runco, nel Comune di Portomaggiore. Un vero gioiello, curato nei minimi particolari, dove l’accoglienza dei titolari trasforma immediatamente la visita in un’esperienza familiare. Ad accoglierci sono Cristina Maresi, originaria di Rimini, e il marito Giovanni Tosti, ex medico che, una volta raggiunta la pensione, ha scelto insieme alla moglie di dedicarsi con anima e cuore a questa struttura. A tavola arrivano vere e proprie delizie, espressione di una cucina legata al territorio e ai prodotti della casa. Tra le specialità spicca il caviale con il tartufo, raccolto nel bosco che circonda l’agriturismo. E non finisce qui: viene servito anche un particolare uovo in camicia impanato al tartufo, accompagnato da formaggio di fossa Ambra di Talamello fuso e caviale. Un finale ricco di sapori e di sorprese, capace di chiudere nel migliore dei modi una giornata trascorsa tra storia, natura e gastronomia.
Tre giorni per scoprire un territorio in bicicletta
Si concludono così tre giorni trascorsi alla scoperta delle eccellenze che il Ferrarese sa offrire: antiche dimore, paesaggi, borghi, natura, cultura e una tradizione gastronomica capace di raccontare il territorio attraverso i suoi prodotti. E ancora una volta la bicicletta si conferma il mezzo più sincero e sostenibile per vivere questo tipo di esperienza. Pedalare permette di attraversare lentamente il paesaggio, percorrere strade secondarie, fermarsi davanti a una villa, entrare in contatto con le persone e immergersi nella natura senza fretta. È proprio questo il valore di un viaggio in bici: non limitarsi a raggiungere una destinazione, ma vivere il percorso, assaporando passo dopo passo la storia e l’identità dei luoghi.
Foto terzo giorno
Per chi fosse interessato a conoscere e vivere questo tour, è possibile rivolgersi a Laura Ravasio e Luca Bianchi di Visit Ferrara cell 3478156498.
Sotto in foto Laura e Luca