Ue a Kiev per l’anniversario della guerra, ma sulle sanzioni contro Mosca è stallo

Von der Leyen e Costa attesi domani nella capitale ucraina. Orban blocca il nuovo pacchetto di misure. Crescono le tensioni tra Berlino e Parigi sul dialogo con Putin

A cura di Glauco Valentini Redazione
23 febbraio 2026 19:12
Ue a Kiev per l’anniversario della guerra, ma sulle sanzioni contro Mosca è stallo - Immagine creata con IA
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A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa, i vertici dell’Unione Europea tornano a Kiev. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa saranno domani nella capitale ucraina per una visita simbolica e politica, che prevede un trilaterale con il presidente Volodymyr Zelensky e la partecipazione alla riunione dei “Volenterosi”, organizzata da remoto da Parigi e Londra.

Il viaggio cade in un momento delicato per l’Europa, ancora divisa sulla strategia da adottare nei confronti di Mosca. Il ventesimo pacchetto di sanzioni resta infatti bloccato dal veto dell’Ungheria. «Un messaggio che non volevamo inviare, ma il lavoro continua», ha dichiarato l’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, sottolineando come i Ventisette non abbiano ancora trovato un’intesa.

Le fratture non riguardano solo le misure economiche. Anche l’ipotesi di un possibile dialogo con Vladimir Putin divide profondamente le capitali europee. Berlino ha criticato apertamente le aperture di Emmanuel Macron, giudicate controproducenti. «Troppe offerte di colloqui rischiano di creare l’impressione che, con maggiore ostinazione, si possano ottenere più concessioni. È un segnale sbagliato», ha affermato il ministro degli Esteri tedesco, Roderich Kiesewetter.

Intanto, sul fronte economico, la Banca Mondiale ha aggiornato le stime per la ricostruzione dell’Ucraina: serviranno almeno 588 miliardi di euro per riparare i danni causati dal conflitto, una cifra che continua a crescere con il protrarsi della guerra.

La visita dei leader europei a Kiev vuole ribadire il sostegno politico e militare all’Ucraina, ma arriva in un contesto in cui l’unità dell’Unione appare più fragile, proprio mentre il Paese aggredito si prepara a entrare nel quinto anno di guerra.

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