Ucraina-Russia, nuovi raid dopo l'attacco a San Pietroburgo: vittime a Kherson e in Crimea

Proseguono gli scontri tra Mosca e Kiev mentre Germania, Francia e Regno Unito lavorano con l'Ucraina a possibili negoziati di pace

A cura di Redazione Redazione
04 giugno 2026 07:08
Ucraina-Russia, nuovi raid dopo l'attacco a San Pietroburgo: vittime a Kherson e in Crimea -
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Non si ferma l'escalation tra Russia e Ucraina dopo il massiccio attacco con droni lanciato da Kiev contro San Pietroburgo e la regione circostante nel giorno di apertura del Forum economico internazionale della città russa. Nelle ultime ore i combattimenti sono proseguiti con nuovi raid che hanno provocato vittime su entrambi i fronti.

Secondo le autorità ucraine, droni russi hanno colpito durante la notte la città di Kherson, nel sud del Paese, causando la morte di due persone e il ferimento di altre nove. Parallelamente, l'esercito ucraino ha rivendicato un attacco in Crimea che avrebbe provocato tre morti e sette feriti a Simferopol, capoluogo della penisola annessa da Mosca nel 2014.

Il conflitto continua quindi a mostrare un'intensità elevata, nonostante i segnali diplomatici che arrivano dall'Europa. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Germania, Francia e Regno Unito starebbero lavorando insieme alle autorità di Kiev per definire una strategia che possa aprire la strada a futuri colloqui con la Russia e favorire una soluzione negoziata della guerra.

Sul fronte occidentale, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha precisato che l'allentamento delle sanzioni legate alla vendita del petrolio russo rappresenta una misura temporanea e non una scelta definitiva della politica statunitense nei confronti di Mosca.

Rubio ha inoltre annunciato che gli Stati Uniti completeranno a breve l'iter per l'approvazione di un nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina del valore di 400 milioni di dollari, confermando il sostegno di Washington alle forze di Kiev in una fase che continua a essere cruciale per l'evoluzione del conflitto.

Mentre sul terreno proseguono gli attacchi e le operazioni militari, i movimenti diplomatici delle principali capitali europee e degli Stati Uniti lasciano intravedere il tentativo di affiancare alla pressione militare una possibile iniziativa politica per arrivare, almeno nel medio periodo, a un negoziato tra le parti.

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