Trump sospende per 30 giorni le sanzioni sul petrolio russo: scontro con l’Europa mentre gli Stati Uniti rafforzano la presenza militare nel Golfo
Bruxelles critica la decisione della Casa Bianca, mentre Mosca esulta. Le Borse europee perdono oltre mille miliardi in due settimane di guerra
Nuove tensioni geopolitiche tra Stati Uniti ed Europa dopo la decisione del presidente americano Donald Trump di sospendere per 30 giorni le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo rimaste bloccate in mare. Secondo le stime, si tratterebbe di circa 100 milioni di barili, una quantità pari a quasi un giorno dell’intera produzione mondiale.
La scelta della Casa Bianca ha provocato l’immediata reazione di Bruxelles. Le istituzioni europee hanno definito la mossa “sbagliata”, sottolineando come possa avere ripercussioni dirette sulla sicurezza del continente. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato la decisione, affermando che “non aiuta la pace” nel contesto del conflitto in corso.
Nonostante l’apertura temporanea degli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Gran Bretagna hanno confermato che manterranno in vigore le sanzioni contro Mosca. Dal Cremlino, invece, la decisione americana è stata accolta con favore. Secondo le autorità russe, il mercato energetico globale non può essere stabilizzato senza il contributo della Russia.
Sul fronte mediorientale cresce intanto la tensione militare. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il Pentagono starebbe preparando l’invio di circa 5mila marines e di ulteriori navi da guerra nel Golfo Persico. L’obiettivo sarebbe rafforzare la presenza statunitense nella regione in un momento di forte instabilità.
Il Financial Times riferisce inoltre che Francia e Italia starebbero discutendo con Teheran le modalità di passaggio delle proprie navi attraverso lo stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio. Da Palazzo Chigi è però arrivata una smentita ufficiale.
Nel frattempo i mercati finanziari continuano a risentire dell’incertezza geopolitica. Il prezzo del petrolio ha rallentato a New York, mentre le Borse europee hanno registrato perdite per circa 1.162 miliardi di euro nelle ultime due settimane di guerra.
Il conflitto, tuttavia, appare tutt’altro che vicino a una conclusione. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato che la nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, sarebbe “ferita e forse sfigurata”, un’affermazione che contribuisce ad aumentare ulteriormente la tensione internazionale.