Trump prova a disinnescare la crisi in Medio Oriente: accordo con l’Iran possibile entro pochi giorni
Giornata ad alta tensione diplomatica e militare. Dal Medio Oriente all’Europa orientale gli equilibri geopolitici restano fragili
Le principali crisi internazionali tornano a intrecciarsi in una giornata ad alta tensione diplomatica e militare. Dal Medio Oriente all’Europa orientale, gli equilibri geopolitici restano fragili, mentre la comunità internazionale cerca di contenere nuove escalation.
Sul fronte mediorientale, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di essere fiducioso sulla possibilità di raggiungere un’intesa con Teheran «entro due o tre giorni», nel tentativo di evitare un ulteriore aggravamento del confronto tra Israele e Iran. Secondo diverse ricostruzioni emerse nelle ultime ore, la Casa Bianca starebbe esercitando forti pressioni sul governo guidato da Benjamin Netanyahu affinché eviti nuove operazioni militari che potrebbero compromettere il percorso negoziale in corso.
L’attenzione resta alta anche alle Nazioni Unite, dove il Consiglio di Sicurezza è chiamato a discutere il dossier iraniano e il regime sanzionatorio nei confronti della Repubblica islamica. Il confronto arriva in una fase particolarmente delicata, segnata da mesi di tensioni e negoziati tra Washington e Teheran sul programma nucleare iraniano.
Nel frattempo, un nuovo caso diplomatico coinvolge Israele e l’Italia. La Procura di Roma ha aperto un’indagine nei confronti del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir in relazione alla vicenda della Flotilla diretta a Gaza. Le accuse ipotizzate riguardano i reati di tortura e sequestro di persona nei confronti di alcuni attivisti, tra cui cittadini italiani fermati dopo l’intercettazione dell’imbarcazione da parte delle forze israeliane.
La reazione del leader dell’estrema destra israeliana non si è fatta attendere. Commentando l’iniziativa della magistratura italiana, Ben Gvir ha liquidato le accuse con toni polemici, sostenendo che «il Paese dello stivale è diventato quello delle ciabatte». L’inchiesta rappresenta comunque un nuovo elemento di frizione tra Roma e Tel Aviv, dopo le polemiche suscitate dal trattamento riservato agli attivisti della missione umanitaria.
Resta drammatica anche la situazione in Ucraina. Nelle ultime ore le forze russe hanno lanciato nuovi attacchi con missili e droni contro la regione di Kharkiv, provocando almeno quattro morti e oltre venti feriti secondo le autorità locali. Gli attacchi confermano l’intensificarsi delle operazioni militari lungo il fronte orientale, mentre continuano anche le incursioni ucraine in territorio russo.
A preoccupare ulteriormente la Nato è stato inoltre l’ennesimo episodio di sconfinamento aereo. Un drone proveniente dalla Russia è stato abbattuto nei cieli della Lettonia da caccia dell’Alleanza Atlantica, dopo aver violato lo spazio aereo del Paese baltico. L’incidente alimenta i timori di un allargamento delle tensioni oltre i confini ucraini e conferma il crescente stato di allerta lungo il fianco orientale della Nato.
In un contesto segnato da conflitti aperti e negoziati ancora incerti, la diplomazia internazionale si trova davanti a una delle settimane più delicate degli ultimi mesi, con il rischio che ogni nuovo incidente possa trasformarsi in un ulteriore fattore di instabilità globale