Trump minaccia l’uscita dalla Nato: “È una tigre di carta”
Londra e Bruxelles difendono l’Alleanza. Rutte invita alla calma: “Non è la prima provocazione”
Un nuovo strappo scuote i rapporti tra Washington e gli alleati europei. Il presidente statunitense Donald Trump, dopo settimane di attacchi frontali alla Nato, ha dichiarato in un’intervista al Telegraph di stare “considerando seriamente il ritiro degli Stati Uniti dall’Alleanza”, definendola “una tigre di carta”. Parole che hanno immediatamente sollevato allarme nelle capitali europee, già in tensione per la crisi in Medio Oriente e per la guerra in Ucraina.
Nel colloquio con il quotidiano britannico, Trump è tornato a criticare la “riluttanza” dei Paesi europei a intervenire in Iran, accusandoli di non aver ricambiato il sostegno americano in altre crisi internazionali. “L’Ucraina non era un nostro problema eppure noi ci siamo stati per loro, ma loro non ci sono stati per noi”, ha affermato il presidente, puntando il dito contro quella che considera una mancanza di reciprocità da parte degli alleati.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Il premier britannico Keir Starmer ha ribadito che “la Nato resta il pilastro della sicurezza euroatlantica”, mentre l’Unione Europea ha espresso “pieno sostegno all’Alleanza e al suo ruolo insostituibile”. Fonti interne alla Nato hanno invitato a “mantenere la calma”, ricordando che Trump “non è nuovo a dichiarazioni provocatorie” e che l’organizzazione “continua a operare con piena coesione”.
Nel frattempo Londra ha annunciato che ospiterà nei prossimi giorni un vertice con circa trenta Paesi dedicato alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, un’area tornata ad alta tensione dopo gli ultimi sviluppi in Medio Oriente. Un appuntamento che, nelle intenzioni del governo britannico, dovrebbe mostrare la compattezza degli alleati in un momento di forte incertezza geopolitica.