Trump annuncia al Congresso la ripresa della guerra contro l'Iran: "Colpiremo Hormuz e Pickaxe Mountain"
Teheran rivendica attacchi contro basi Usa in Bahrein. Abu Dhabi: missili iraniani colpiscono due petroliere emiratine, un morto e otto feriti
Il presidente statunitense Donald Trump ha formalmente notificato al Congresso la ripresa delle ostilità militari contro l'Iran, dando così il via a una nuova fase del conflitto dopo la rottura del cessate il fuoco raggiunto in primavera. Trump ha avvertito: "Diteglielo agli iraniani, stiamo arrivando", annunciando nuovi raid sul territorio iraniano.
Il presidente ha rilanciato la minaccia contro le infrastrutture legate allo Stretto di Hormuz e ha indicato come prossimo possibile bersaglio l'impianto sotterraneo di Pickaxe Mountain, sito considerato strategico per il programma nucleare iraniano e situato vicino al più noto impianto di Natanz, con complessi di gallerie profondamente interrate che secondo gli esperti potrebbero resistere anche alle bombe anti-bunker più potenti dell'arsenale Usa.
L'attacco alle petroliere emiratine
Sul fronte del Golfo, il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha reso noto che due petroliere nazionali, la Mombasa e la Al-Bahiyah, sono state colpite da missili da crociera iraniani mentre transitavano nella rotta meridionale dello Stretto di Hormuz, nelle acque territoriali dell'Oman. Nell'attacco è morto un membro dell'equipaggio di nazionalità indiana, mentre altri otto marittimi sono rimasti feriti, quattro dei quali in modo grave. Tra i feriti, sei sono indiani e due ucraini. Le due navi hanno riportato danni a causa degli incendi divampati a bordo, poi domati. Abu Dhabi ha condannato l'attacco come una grave violazione del diritto internazionale, riservandosi il diritto di rispondere.
La replica iraniana su Bahrein e non solo
Teheran, dal canto suo, ha rivendicato nuovi attacchi contro obiettivi statunitensi nella regione. Secondo l'agenzia ufficiale iraniana Irna, le forze dei Pasdaran avrebbero colpito un centro di comando per droni statunitensi in Bahrein, oltre a basi in Kuwait e Giordania, in risposta ai raid aerei americani sul territorio iraniano.
La situazione nel Golfo resta dunque in rapida evoluzione, con il rischio concreto di un coinvolgimento più ampio dei Paesi della regione nel conflitto tra Washington e Teheran.