Trump allo Stato dell’Unione: “Gli Stati Uniti sono tornati”
Il presidente rivendica risultati economici e promette fermezza sulle minacce globali nel discorso più lungo mai pronunciato davanti al Congresso
Nel discorso sullo Stato dell’Unione più lungo mai pronunciato da un presidente americano, Donald Trump ha tracciato un bilancio del suo secondo mandato, presentando un Paese che, a suo dire, “è tornato, più forte e più ricco che mai”. Davanti alle Camere riunite, il presidente ha parlato di una “svolta epocale” e ha assicurato che gli Stati Uniti “si difenderanno da ogni minaccia”.
Uno dei passaggi centrali è stato dedicato all’Iran. Trump ha ribadito di preferire “una soluzione diplomatica”, ma ha aggiunto che non permetterà “mai” a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare. Un messaggio diretto, accompagnato da un richiamo alla necessità di mantenere alta la pressione internazionale.
Non sono mancati riferimenti alla politica commerciale. Rivolgendosi ai giudici della Corte Suprema, seduti nelle prime file, Trump ha definito “infelice” la recente decisione sui dazi, sottolineando come le tariffe restino per lui uno strumento essenziale per proteggere l’economia americana.
Immediata la replica dei democratici, che hanno accusato il presidente di aver “omesso la verità” sulla situazione economica. Secondo l’opposizione, “gli americani stanno pagando il prezzo dei dazi, mentre il presidente già pensa a nuove tariffe”.