Trump allo Stato dell’Unione: “Decisione infelice sui dazi. L’Iran può colpire l’Europa”
Teheran respinge le accuse: “Solo bugie”. Nel discorso più lungo di sempre, il presidente rivendica i risultati del secondo mandato e attacca la Corte Suprema
Nel discorso sullo Stato dell’Unione più lungo mai pronunciato da un presidente americano, Donald Trump ha tracciato un bilancio trionfale del suo secondo mandato, definendo l’attuale fase “la nostra età dell’oro” e sostenendo che “l’America è tornata”. Davanti al Congresso riunito in seduta plenaria, il presidente ha alternato toni celebrativi a passaggi marcatamente polemici, soprattutto sul fronte economico e geopolitico.
Uno dei momenti più tesi è arrivato quando Trump ha criticato apertamente la recente decisione della Corte Suprema che ha bloccato l’ultimo pacchetto di dazi voluto dalla Casa Bianca. Una scelta definita “infelice”, pronunciata mentre quattro giudici dell’Alta Corte sedevano in prima fila. “Continuerò a difendere i lavoratori americani”, ha ribadito il presidente, rivendicando la linea protezionista che ha caratterizzato la sua politica commerciale.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla sicurezza internazionale, con un riferimento diretto all’Iran. Trump ha affermato di preferire “una soluzione diplomatica”, ma ha avvertito che Teheran “ha già sviluppato missili in grado di colpire l’Europa e gli Stati Uniti”. Parole che hanno immediatamente suscitato la reazione del governo iraniano, che ha definito le accuse “grandi bugie” e ha accusato Washington di alimentare tensioni infondate.
Il discorso, accolto da applausi ripetuti dei repubblicani e da freddezza tra i democratici, conferma la volontà del presidente di mantenere una postura assertiva sia sul piano interno sia su quello internazionale, in un momento in cui la politica estera e le dinamiche economiche restano al centro del dibattito pubblico americano.