Tregua di 45 giorni, colloqui in extremis tra USA e Iran. Trump minaccia “inferno” ma apre allo spiraglio
Mediazioni in corso tra Washington, Teheran e Paesi della regione per un cessate il fuoco. Nella notte nuovi raid e vittime civili, mentre sale la tensione nello Stretto di Hormuz
A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum lanciato dal presidente statunitense Donald Trump all’Iran, emergono segnali di una possibile svolta diplomatica. Secondo quanto riportato da Axios, sarebbero in corso colloqui tra Washington, Teheran e diversi Paesi della regione per definire una tregua di 45 giorni che potrebbe aprire la strada alla fine delle ostilità.
La notizia arriva in un momento di massima tensione. Trump, nelle ultime ore, ha minacciato di colpire infrastrutture strategiche iraniane — centrali elettriche e ponti — se Teheran non riaprirà lo Stretto di Hormuz entro domani. In un messaggio dai toni durissimi, ha scritto: «Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno».
Successivamente, in un’intervista, il presidente ha però lasciato intravedere uno spiraglio, affermando di credere che «ci sia una buona probabilità» di raggiungere un accordo già nella giornata di oggi. Trump è atteso per una conferenza stampa nello Studio Ovale.
Dall’altra parte, Teheran ha risposto con fermezza. Un alto consigliere della Guida Suprema Ali Khamenei ha avvertito che, se gli attacchi contro obiettivi civili dovessero ripetersi, «le operazioni iraniane saranno molto più devastanti», facendo riferimento anche allo strategico passaggio di Bab el-Mandab.
Intanto, la notte è stata segnata da un nuovo raid attribuito a Stati Uniti e Israele, che ha provocato almeno 17 vittime tra Teheran e la sua regione, inclusi sei bambini piccoli. Allarmi aerei sono risuonati anche in Israele, negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait. A Haifa, due corpi sono stati estratti dalle macerie di un edificio colpito, mentre i soccorritori continuano a cercare dispersi.
Il quadro resta estremamente fluido: tra minacce incrociate, pressioni internazionali e tentativi di mediazione, le prossime ore saranno decisive per capire se la regione imboccherà la strada della de-escalation o se si avvicinerà a un nuovo, pericoloso punto di rottura.