Trapianto fallito a Napoli, l’inchiesta si allarga: atti da Bolzano e nuovi possibili indagati
Nel mirino la catena di fornitura del ghiaccio dall’Alto Adige: la Procura valuta responsabilità anche fuori regione
È destinato ad ampliarsi il numero degli indagati nell’inchiesta sul bimbo di Napoli sottoposto a un trapianto di cuore poi fallito, un caso che ha scosso l’opinione pubblica per la gravità degli errori medici ipotizzati. A breve, secondo quanto trapela da ambienti investigativi, alla Procura di Napoli arriveranno gli atti dell’indagine aperta a Bolzano dopo la denuncia presentata da Federconsumatori Napoli.
Il fascicolo altoatesino, al momento contro ignoti, ipotizza il reato di responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario. L’attenzione degli inquirenti si concentra in particolare sulla fornitura del ghiaccio proveniente dall’Alto Adige, elemento ritenuto potenzialmente rilevante nella catena di conservazione e trasporto degli organi.
Non si esclude che, una volta analizzati gli atti, la Procura partenopea possa iscrivere nel registro degli indagati anche alcuni operatori sanitari o soggetti coinvolti nella logistica del materiale proveniente dal Nord. L’obiettivo è ricostruire con precisione ogni passaggio, dal prelievo dell’organo alla sua gestione fino all’intervento chirurgico, per individuare eventuali responsabilità lungo l’intera filiera.
L’inchiesta, dunque, si muove ora su un doppio binario – Napoli e Bolzano – con l’intento di fare piena luce su un caso che ha aperto interrogativi profondi sulla sicurezza dei protocolli e sulla gestione delle emergenze trapiantologiche.