Tram deragliato a Milano, il conducente: "Colpito al piede, poi sono svenuto"
Il 60enne alla guida del mezzo Atm parla di un malore dopo un trauma al piede. Due morti e 54 feriti. La Procura indaga su dinamica, audio e video mancanti
Un colpo improvviso all’alluce sinistro, il dolore crescente e poi lo svenimento. È la versione fornita agli agenti dal conducente del tram deragliato il 27 febbraio in viale Vittorio Veneto, a Milano. L’uomo, 60 anni, dipendente Atm da oltre trent’anni, è ora indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni. I medici ipotizzano una sincope vasovagale, un mancamento che potrebbe averlo fatto perdere il controllo del mezzo.
Secondo quanto ricostruito, il conducente aveva appena iniziato il turno e, nei pressi della stazione Centrale, sarebbe sceso per aiutare una persona in carrozzina. In quel momento una ruota gli avrebbe schiacciato l’alluce. Poco dopo, mentre percorreva viale Vittorio Veneto verso via Lazzaretto, il tram della linea 9 è uscito dai binari ed è finito contro la facciata di un palazzo. Nell’incidente sono morte due persone e 54 sono rimaste ferite.
Gli inquirenti stanno acquisendo gli audio dei contatti tra l’autista e la sala operativa Atm: intorno alle 16 l’uomo avrebbe comunicato «Sto male, mi sono fatto male… deragliamento», ma la chiamata non sarebbe risultata subito chiara. Le telecamere di bordo mostrano un altro punto critico: il video si interrompe poco prima dell’impatto e riparte solo a incidente avvenuto. La Procura vuole capire se si tratti di un guasto o di altro.