Tour de France, è scontro sui controlli antidoping. Mohoric solleva dubbi su Seixas

L'ITA respinge le accuse: "Nessun favoritismo"

23 luglio 2026 12:49
Tour de France, è scontro sui controlli antidoping. Mohoric solleva dubbi su Seixas -
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Alla vigilia della diciottesima tappa, quella che apre il trittico alpino verso la doppia scalata dell'Alpe d'Huez, il Tour de France si trova al centro di una polemica che ha poco a che fare con la strada. Il tema del giorno è un altro: i controlli antidoping.

Negli ultimi giorni la squadra antidoping ha intensificato i test sui corridori ancora in corsa, con modalità che diversi atleti hanno giudicato eccessive. L'Associazione dei ciclisti professionisti è intervenuta con una nota ufficiale, chiedendo che gli atleti vengano trattati da professionisti e non da sospettati. A rispondere è stata l'ITA (International Testing Agency), sostenuta dall'UCI, difendendo l'operato dei propri commissari.

A far esplodere la vicenda è stato Matej Mohoric, corridore della Bahrain Victorious, che in un'intervista ha raccontato di essere stato sottoposto a un test alle cinque del mattino, orario che ha definito estremamente penalizzante per il riposo degli atleti. Mohoric è però andato oltre, lasciando intendere che un giovane corridore francese, ben piazzato in classifica generale, non fosse stato sottoposto agli stessi controlli. Nessun nome fatto esplicitamente, ma il riferimento a Paul Seixas, diciannovenne fenomeno della Decathlon CMA CGM, è apparso a tutti evidente.

La replica dell'ITA non si è fatta attendere e ha smentito la ricostruzione: l'intera squadra del giovane transalpino sarebbe stata testata la sera di lunedì 20, anche se non con le modalità più invasive riservate ad altri. L'agenzia ha ribadito che le proprie decisioni si basano su valutazioni di rischio, dati e analisi scientifiche, e non su influenze esterne o favoritismi. Ha inoltre precisato che la responsabilità dei controlli al Tour spetta interamente a lei, e non all'agenzia antidoping francese AFLD, che si limita a fornire supporto logistico quando richiesto.

Anche l'UCI è intervenuta a sostegno dei controllori, spiegando che i test fuori dagli orari abituali restano una misura eccezionale, applicata solo in circostanze specifiche e motivate.

Mentre la polemica infiamma il gruppo, la corsa prosegue: 185,2 chilometri da Voiron a Orcières-Merlette, quasi 3.900 metri di dislivello e quattro Gran Premi della Montagna, in un antipasto di quanto attende il gruppo nei prossimi due giorni sull'Alpe d'Huez. Ma, almeno per ora, sembra interessare più la vicenda antidoping della strada stessa.

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