TFR dipendenti pubblici, ultimatum al governo: senza soluzione arriverà un conto miliardario

Se non cambiano le regole sui tempi di pagamento, lo Stato rischia di dover versare miliardi ai dipendenti pubblici in pensione

A cura di Glauco Valentini Redazione
12 marzo 2026 12:40
TFR dipendenti pubblici, ultimatum al governo: senza soluzione arriverà un conto miliardario -
Condividi

Scatta il conto alla rovescia per il TFR dei dipendenti pubblici. La Corte costituzionale ha fissato al 14 gennaio 2027 la data in cui tornerà a esaminare il sistema di pagamento del TFS, la liquidazione degli statali, oggi erogata con lunghi ritardi e a rate.

Secondo le regole attuali, introdotte durante il governo Monti per contenere la spesa pubblica, i dipendenti pubblici devono attendere almeno un anno dopo il pensionamento per ricevere la prima rata della liquidazione, fino a 50mila euro. Le successive arrivano dopo altri dodici mesi ciascuna, e nei casi più complessi l’attesa può arrivare anche a sette anni.

Una situazione molto diversa rispetto al settore privato, dove il TFR viene normalmente pagato entro poche settimane dalla fine del rapporto di lavoro.

La Corte costituzionale ha già criticato questo sistema in diverse sentenze, sottolineando che il ritardo nel pagamento contrasta con il principio della giusta retribuzione previsto dalla Costituzione. Per questo ha dato a governo e Parlamento tempo fino al 2027 per intervenire.

Se entro quella data non sarà trovata una soluzione, i giudici potrebbero dichiarare illegittimo il meccanismo attuale. In quel caso lo Stato rischierebbe di dover pagare in tempi rapidi miliardi di euro di liquidazioni arretrate ai dipendenti pubblici andati in pensione.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Altainforma