Tensione nello Stretto di Hormuz, gas e carburanti alle stelle
Il Ttf di Amsterdam sale del 4,6% e tocca i 60 euro al megawattora: prezzi ai massimi da marzo. Rincari anche per benzina e gasolio, sia in rete ordinaria che in autostrada
L'escalation tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz torna a far tremare i mercati energetici. Ad Amsterdam i contratti Ttf sul gas naturale hanno registrato ieri un balzo del 4,6%, arrivando a quota 60 euro al megawattora: un livello che non si vedeva dallo scorso marzo.
La tensione geopolitica si riflette inevitabilmente anche sui prezzi dei carburanti, che continuano la loro corsa al rialzo. Secondo i dati diffusi dall'osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio della benzina in modalità self sulla rete stradale nazionale si attesta a 1,935 euro al litro, mentre il gasolio sale a 2,091 euro.
I rincari sono ancora più marcati sulla rete autostradale, dove la benzina self raggiunge i 2,025 euro al litro e il gasolio arriva a 2,164 euro.
Con lo Stretto di Hormuz — snodo cruciale per il trasporto mondiale di petrolio e gas — al centro delle tensioni internazionali, gli analisti non escludono ulteriori oscillazioni nei prossimi giorni, con possibili ripercussioni dirette sulle bollette delle famiglie e sui costi di trasporto per le imprese.